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“Concreto pericolo per l’incolumità degli avventori”, discoteca sulla Tuscanese chiusa per problemi di sicurezza

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Viterbo – “Concreto e attuale pericolo per l’incolumità degli avventori”, discoteca Hit, sulla Tuscanese, chiusa per problemi di sicurezza.

Discoteca sospesa sulla strada Tuscanese al chilometro 4,800. Il provvedimento è stato disposto con un’ordinanza dirigenziale del comune di Viterbo firmata dalla dirigente del settore sviluppo economico locale e polizia amministrativa Ilaria Guancini.

Viterbo - La discoteca Hit

Viterbo – La discoteca Hit


La decisione arriva dopo il sopralluogo effettuato il 2 marzo dalla commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, intervenuta per verificare la permanenza dei requisiti di sicurezza del locale, autorizzato nel 2023 con licenze per pubblico spettacolo e intrattenimento musicale e danzante.

Durante il controllo la commissione ha riscontrato diverse irregolarità. Nel provvedimento si legge che sono state rilevate “numerose carenze inerenti la sicurezza del locale” che “incidono su requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa vigente in materia di prevenzione incendi e sicurezza nei locali di pubblico spettacolo”.

Viterbo - La discoteca Hit

Viterbo – La discoteca Hit


Secondo quanto riportato nell’ordinanza, le criticità accertate determinano “una situazione di concreto e attuale pericolo per l’incolumità degli avventori e dei lavoratori”.

Per questo motivo il comune ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di pubblico spettacolo, con la riconsegna delle licenze rilasciate ai sensi degli articoli 80 e 68 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. L’attività potrà riprendere solo dopo l’adeguamento della struttura alle prescrizioni indicate nel verbale della commissione e dopo una nuova verifica dell’idoneità dei locali.

Il provvedimento è stato trasmesso alla questura di Viterbo, ai carabinieri, alla guardia di finanza e alla polizia locale per i controlli sul territorio. Contro l’ordinanza è possibile presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni oppure al presidente della Repubblica entro 120 giorni.


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