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“Mi ha costretta a fare sesso pochi giorni dopo il parto”, ex accusato di violenza sessuale

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Viterbo – (sil.co.) – Sarebbe stata maltrattata e violentata dal compagno, che l’avrebbe costretta ad avere un rapporto sessuale poche settimane dopo il parto. Ma al processo la presunta vittima, che ha ritirato la denuncia, pur ribadendo che lei non voleva, ha detto di dubitare che lui avesse capito che non c’era il consenso. 


Violenza sulle donne - Carabinieri (Immagine di repertorio)

Violenza sulle donne – Carabinieri (Immagine di repertorio)


È finita davanti al collegio del tribunale di Viterbo la relazione lampo tra due giovani dei Cimini, che dopo appena due mesi si sono ritrovati in attesa di un bambino. Il piccolo è nato a fine 2022 e aveva un mese e mezzo quando, dopo soltanto tre mesi di convivenza, si sono lasciati.

Era un sabato pomeriggio, il 18 febbraio 2023, quando la donna, una trentenne, è tornata dai suoi genitori, denunciando l’ex per maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale.

L’imputato, nonostante lei gli avesse detto no, avrebbe costretto la compagna afferrandola per le braccia ad avere un rapporto, nel primo pomeriggio, mentre lei si trovava in camera a cullare il figlio neonato che piangeva, Nel la ex frattempo ha rimesso la querela e ieri mattina ha spiegato ai giudici di averlo fatto perché, trascorsi tre anni, ha capito che era stata spinta dalla scarsa conoscenza e dall’incompatibilità di coppia. 

Anche nei giorni successivi il copione si sarebbe ripetuto, ma senza che lui dovesse forzarla: “Ero accondiscendente, anche se non volevo. Ma non credo che lui abbia capito la situazione di stress che stavo attraversando, per la convivenza appena iniziata, per la nascita del bambino, per il fatto che non avevo abbastanza latte. Non ho sofferto di depressione post partum, ma ero stanca e stremata”. 

Un insieme di fattori, per cui ha deciso di chiudere: “Non me ne sono mai pentita, ho fatto bene a fare quello che ho fatto, anche se nel frattempo ci siamo conosciuti e posso dire che lui è un bravissimo papà. Fin dal primo momento è stato contento che avrebbe avuto un figlio, anche se stavamo insieme soltanto da due mesi”.

“La gravidanza non è stata mai messa in discussione”, ha spiegato, negando che un post di lui su Facebook, sotto una foto dell’ecografia che lei aveva pubblicato, potesse significare che aveva dubbi. “Lui ha un’indole brutale, ma fa parte del carattere”, ha sottolineato.

Rimessa la querela e ridimensionati i presunti maltrattamenti, spetterà al collegio stabilire quel rapporto pochi giorni dopo il parto sia stato o meno violenza sessuale. A fine settembre, prima della discussione, l’imputato potrà, se vorrà, fornire la propria versione.L’uomo è difeso dall’avvocato Clementina Bracci. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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