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Fiumi di cocaina dall’Olanda, in sette difendono il pastore: “Al lavoro come tutti i giorni”

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Monte Romano – (sil.co.) – Fiumi di cocaina dall’Olanda. “Sono soltanto un pastore”, ha ribadito martedì davanti al collegio l’allevatore 70enne di Monte Romano arrestato il 1 marzo 2019 con una coppia di spacciatori olandesi settantenni, marito e moglie, il primo già condannato da tempo per traffico internazionale di stupefacenti con l’abbreviato e la seconda tuttora a processo con lui davanti al collegio col rito ordinario. 


Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano


Il processo è scaturito dall’operazione Eurojust, sfociata nel sequestro di 14 chili di cocaina da cui sarebbe stata ricavabile una valanga di quasi settantamila dosi, per l’esattezza secondo le analisi 69.815 singole dosi. Lo stupefacente – custodito all’interno di una Ford C. Max con targa olandese con a bordo una coppia di coniugi settantenni dei Paesi Bassi – secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere consegnato all’allevatore.

L’interrogatorio del settantenne, iniziato lo scorso 9 settembre, si è concluso con l’ascolto di sette testimoni citati dal difensore Paolo Pirani.

Tutti hanno confermato come l’imputato quella mattina fosse al lavoro come tutti i giorni: dalla figlia al genero, dal macellaio con cui aveva appuntamento per gli agnelli per Pasqua al titolare e all’autista del caseificio cui conferiva il latte per i formaggi, dal vicino di casa che lo ha chiamato per dirgli che erano stati avvistati due lupi vicino a dove pascolava le pecore all’ex comandante della stazione dei carabinieri: “Una brava persona, in 30 anni mai niente a suo carico”. .

A tutti il difensore della coimputata olandese ha chiesto se conoscessero la donna, ignota a tutti. Tutti, in compenso, hanno confermato come a Monte Romano il pick up sia un nezzo molto comune, essendo un paese popolato prevalentemente da agricoltori e allevatori.

Per accedere all’azienda dell’imputato, su 120 ettari di terreni della locale università agraria, 20 ettari dei quali a bosco, ci sarebbero una strada principale e altre secondarie, dove si troverebbero anche altre aziende su terreni sempre dell’università.

L’olandese sarebbe stato un corriere della droga professionista, responsabile di due ingentissime “importazioni” di cocaina, per un totale di 22 chili in soli 20 giorni, dieci e dodici chili per volta. L’uomo, Hermanus Theodorus Gerardus Verbrugge, oggi 76enne, è stato condannato in via definitiva nel 2021 a sei anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, da fare in carcere.

Il 1 marzo 2019 i carabinieri, perquisite le auto, hanno trovato in quella degli olandesi 12 involucri di cocaina per un peso complessivo di oltre 14 chili, nascosti nei sottofondi creati ad hoc. 

A fine settembre chiusura dell’istruttoria e discussione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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