Civita Castellana – È stato rinviato in seguito a un avvicendamento dei giudici il processo al 25enne e al 32enne marocchini che hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato davanti al gip, dopo la richiesta di giudizio immediato per i quattro arrestati con l’accusa di tentato omicidio e lesioni aggravate in concorso dopo il l’agguato a due tunisini, uno dei quali ha rischiato di morire.
Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti – I carabinieri sul posto
Ieri il gip Daniela Rispoli, cui è stato assegnato il procedimento dopo il passaggio al dibattimento della collega Savina Poli, si è dichiarata incompatibile, avendo già giudicato uno dei quattro imputati, rinviando gli atti al presidente per l’assegnazione a un altro magistrato.
I fatti, avvenuti a Civita Castellana nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo 2025, si inquadrano nella guerra tra bande di pusher nordafricani per il controllo delle locali piazze di spaccio, sfociata in tentato omicidio a colpi di machete in pieno centro, nei pressi di un ristorante di via Ferretti. a
Uno dei quattro, un 29enne, lo scorso 10 febbraio è stato già condannato a sette anni e mezzo di reclusione dal collegio, sempre con l’abbreviato, mentre sarà processato col rito ordinario il quarto presunto componente della spedizione punitiva, un 38enne, anche lui originario del Marocco.
Gli imputati sono difesi dall’avvocato Luigi Mancini, mentre il tunisino che ha rischiato la vita si è costituito parte civile con l’avvocato Walter Pella, cui lo scorso 10 febbraio è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro a carico del primo condannato, in vista di un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile.
Ad avere la peggio un 28enne, operato nell’immediatezza all’Andosilla e poi numerose altre volte a Viterbo anche con ricovero in terapia intensiva. L’altro, un connazionale 23enne, è stato invece dimesso con una prognosi di 41 giorni.
I due tunisini, secondo l’accusa, sarebbero stati vittime di un vero e proprio agguato, da parte di un commando armato composti da otto marocchini, muniti di un machete e altre armi da taglio e da punta, tra cui un machete.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
