- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Incendio all’ex Alta, la fuga dei vicini: “Ho preso mia moglie, mia figlia e i miei nipoti e siamo scappati via”

Condividi la notizia:

Viterbo – “Quando è divampato l’incendio erano circa le 10, ma io non ero in casa. Mi hanno avvertito al telefono i vicini. Ho pensato subito a mia moglie, a nostra figlia di sei anni e ai miei nipotini: erano tutti lì. Sono tornato indietro di corsa e, appena arrivato, li ho portati via, dai nonni”. Sela Gazmir è ancora scosso quando, nella serata di ieri, racconta come ha vissuto dalla sua abitazione il grande incendio divampato all’interno dell’ex stabilimento Alta di Bagnoregio. La sua casa si trova a poche centinaia di metri in linea d’aria dalla vecchia fabbrica, sul lato opposto della Umbro-Casentinese, in località Trebbianello. Siamo nell’Alta Tuscia, quasi al confine con l’Umbria: un casolare ristrutturato circondato da ettari di terreno che Sela coltiva a frumento e farro.

Bagnoregio - Incendio allo stabilimento ex Alta - Sela Gazmir, titolare di una azienda agricola e residente in un casolare in località Trebbianello

Bagnoregio – Incendio allo stabilimento ex Alta – Sela Gazmir, titolare di una azienda agricola e residente in un casolare in località Trebbianello


Quando in mattinata la colonna di fumo ha iniziato a levarsi nel circondario, in molti lo hanno contattato per capire cosa stesse accadendo. “Siamo quelli che abitano più vicini allo stabilimento, ma io in quel momento ero fuori per lavoro”. Sela ha chiamato subito sua moglie: “Mi ha detto che dalla finestra vedeva questo grande fumo, era tesa e preoccupata. In casa c’erano anche i miei due nipotini, venuti da Roma per qualche giorno visto che le scuole sono chiuse a causa del referendum”.

Rientrato, Sela ha deciso di non rischiare. “Avevo letto l’avviso del sindaco di Bagnoregio sui social, che invitava a restare in casa con le finestre chiuse. Potendo portarli via dai nonni, ho preferito fare così”. Nel frattempo aveva già contattato anche i vigili del fuoco: “Credo di essere stato tra i primi. Mi hanno detto che si erano già attivati. Intorno alle 11 ho visto i primi mezzi di soccorso muoversi attorno alla fabbrica”.

Bagnoregio - Incendio allo stabilimento ex Alta - Sela Gazmir, titolare di una azienda agricola e residente in un casolare in località Trebbianello

Bagnoregio – Incendio allo stabilimento ex Alta – Sela Gazmir, titolare di una azienda agricola e residente in un casolare in località Trebbianello


Sela è rimasto tutta la giornata nei pressi della sua abitazione per monitorare la situazione, mentre la famiglia era al sicuro. Ha rinviato anche un appuntamento di lavoro per questo. Verso le 18 il fumo era ancora visibile in lontananza, anche se molto meno intenso. “La casa non è stata investita direttamente, ma proprio qui davanti, per effetto del vento, si formava a tratti una specie di vortice. Il cattivo odore di bruciato si è sentito a lungo”.

Situazione molto più tranquilla più a nord, in località La Capraccia, dove non si percepivano né fumo né odori. Regolarmente al suo posto l’addetto del distributore di benzina: “Ho iniziato il turno alle 14.30. Vengo da Orvieto e già da diversi chilometri, mentre mi avvicinavo, si vedeva la colonna di fumo. Ma a parte questo, nessun disagio”. Lo conferma anche una donna affacciata a una villetta all’incrocio con via Nino Bixio, con diverse finestre aperte nonostante l’allerta precauzionale: “All’inizio pensavamo a un incendio in un centro di raccolta di indumenti usati qui vicino. Solo dopo abbiamo capito che si trattava dell’ex Alta”.

Bagnoregio - Incendio allo stabilimento ex Alta - Pota, operaio indiano dell’azienda agricola Amaltea di Luciano Trucca

Bagnoregio – Incendio allo stabilimento ex Alta – Pota, operaio indiano dell’azienda agricola Amaltea di Luciano Trucca


Lo stesso scenario si registrava all’azienda agricola Amaltea, all’incrocio tra la Umbro-Casentinese e la provinciale 130. “Siamo stati allertati per telefono – spiega il titolare Luciano Trucca – allora ho chiamato subito in azienda per verificare la situazione e capire come stavano i nostri operai. Per fortuna era tutto sotto controllo. Anche gli animali stavano bene”. L’attività lavorativa è potuta continuare senza problemi. Tra gli operai dell’Amaltea c’è Pota, un giovane indiano: “Alle 11.30 ero in pausa pranzo. Ho mangiato tranquillamente. Dopo circa mezz’ora – racconta – mi ha chiamato il figlio del titolare per spiegarmi cosa stava succedendo. Allora, uscendo, ho visto la colonna di fumo”.

Bagnoregio - Incendio allo stabilimento ex Alta - Pota, operaio indiano dell’azienda agricola Amaltea di Luciano Trucca

Bagnoregio – Incendio allo stabilimento ex Alta – Pota, operaio indiano dell’azienda agricola Amaltea di Luciano Trucca


Niente panico neanche anche più a sud, nella zona industriale delle Guardie. “Il lunedì siamo chiusi – spiegano al telefono i titolari del bar, trattoria, pizzeria Principe –. Dell’incendio abbiamo appreso tramite i social. Dai nostri clienti della zona nessun alalrme”.

La direzione in cui soffiava il vento ha evitato conseguenze peggiori. La corrente d’aria molto forte ha spinto il fumo in una sorta di corridoio: dalla zona dello stabilimento, in località Valle Manna, verso la campagna aperta di Montefiascone, e poi giù fino al lago di Bolsena. Tant’è vero che ieri lungo il lungolago di Montefiascone in molti hanno avvertito l’odore acre del fumo.

Intorno all’ex Alta solo qualche azienda agricola, soprattutto allevamenti ovini, e case sparse. Molte persone erano fuori a quell’ora. Come Fabrizio Ottolini. “Lavoro a Bolsena. Nel corso della mattinata ho sentito passare diversi mezzi dei vigili del fuoco, poi ho capito che si stavano dirigendo proprio in questa zona. Sono potuto rientrare solo verso le 17, ma qui a casa era tutto tranquillo”. Sul lato opposto è stata lambita dal fumo l’azienda agricola Panara, che produce circa cinque quintali di latte al giorno, oltre a carne ovina, bovina e suina. “All’inizio un po’ di preoccupazione c’è stata, poi la situazione è andata migliorando nel corso della giornata, il fumo è diminuito parecchio”, racconta il titolare, mentre i mezzi dei vigili del fuoco continuavano il loro viavai verso la fabbrica.

L’ex Alta è stata per anni una delle poche realtà industriali della zona, dando lavoro a decine di persone residenti a Bagnoregio, Montefiascone, Castiglion in Teverina, Lubriano, fino a San Lorenzo Nuovo. Lo stabilimento è chiuso da oltre dieci anni. “Era un punto di riferimento per il lavoro, un po’ come oggi Civita per il turismo”, osserva Luciano Trucca.

Bagnoregio - Incendio allo stabilimento ex Alta

Bagnoregio – Incendio allo stabilimento ex Alta – I vigili del fuoco


L’incendio ha riportato alla memoria un episodio simile avvenuto due o tre anni fa. “All’esterno della fabbrica divampò un rogo che distrusse un’intera pineta – ricorda ancora Trucca – fu un dramma, eravamo pronti tutte le notti a evacuare l’allevamento. I vigili del fuoco dovettero lavorare per diversi giorni”.

Anche Sela Gazmir, che risiede a Trebbianello da cinque anni con la sua famiglia, non dimentica quel precedente. “Fu terribile. Speriamo che episodi simili non si ripetano mai più. In generale serve più controllo del territorio: intorno alla fabbrica c’è degrado, l’ingresso è diventato una discarica a cielo aperto”.

Simone Lupino


Condividi la notizia: