Roma – (sil.co.) – Mazzette per l’aeroporto di Viterbo, Paolo Arata condannato a oltre 8 anni per l’eolico. Nel frattempo è ripreso giovedì a Roma il processo per concorso in corruzione a tre imputati tra cui un dipendente viterbese di Leonardo. Nel corso dell’udienza sono stati acquisiti i verbali di sommarie informazioni di due testimoni ed è stata sentita la consulente che aveva svolto le indagini contabili per la procura, una commercialista di Milano. Al centro del dibattimento la relazione tecnica sulle movimentazioni di denaro, le società e quant’altro di pertinenza della vicenda. In autunno la prossima udienza, per sentire ulteriori quattro testi dell’accusa.
Il procuratore capo Mario Palazzi
Imputati l’ex parlamentare forzista Paolo Franco Arata, l’imprenditore Valerio Del Duca e il dipendente viterbese di Leonardo spa-ex Finmeccanica, Simone Rosati. Quest’ultimo difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli. Ci sono inoltre le società Etnea srl e Solcara srl, mentre sono parte civile il ministero delle infrastrutture e Leonardo spa.
Lo scorso 28 febbraio il tribunale di Palermo, dopo 15 ore di camera di consiglio, ha condannato a 8 anni e 9 mesi Paolo Arata, già vicino alla Lega, imputato di corruzione nell’ambito delle concessioni rilasciate in materia di eolico e di energia pulita da parte della regione siciliana.
Si tratta dell’inchiesta che nel 2018 ha coinvolto anche l’ex sottosegretario ai trasporti leghista Armando Siri, che ha scelto di essere giudicato con l’abbreviato e con lui anche Paolo Iaboni, superiore di Rosati, il quale nel frattempo è stato assolto. I sei, quattro persone fisiche e due società, erano finiti indagati nell’ambito di un’inchiesta della Dia coordinata dall’allora pm Mario Palazzi, attuale procuratore capo della repubblica di Viterbo.
Siri, secondo l’accusa, nel 2018, quando era sottosegretario del governo Conte I avrebbe ricevuto “indebitamente” la “promessa o dazione” di mazzette da parte del presunto corruttore Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia molto vicino alla Lega, con interessi nel settore dell’energia eolica e dei rifiuti.
L’avvocato Giuseppe Picchiarelli – difensore dell’imputato viterbese
Secondo l’accusa, Arata si sarebbe reso disponibile alla mediazione per l’inserimento, nel Dpef all’epoca in fase di approvazione, di un provvedimento normativo ad hoc che finanziasse “anche in misura minima – con differimento dell’intera copertura finanziaria negli esercizi finanziari a venire – il progetto di completamento dell’aeroporto di Viterbo, dietro promessa del pagamento di una ingentissima somma di denaro destinata sia al parlamentare Siri, che agli intermediari Paolo Arata e Valerio Del Duca”.
Il delicatissimo argomento sarebbe stato oggetto di due distinti incontri tenutisi, entrambi, nell’abitazione romana di Arata. Il 20 settembre 2018, l’argomento dell’aeroporto di Viterbo sarebbe stato ripreso da Arata e Del Duca all’interno dell’abitazione romana del primo, poco prima che i due fossero raggiunti per cena proprio dal senatore Siri.
“Nella circostanza – secondo i riscontri degli investigatori – Del Duca abbassando il tono di voce, sebbene nell’abitazione vi fossero soltanto lui ed il padrone di casa, riferiva ad Arata qualcosa di estremamente riservato tale da non poter essere comunicato nemmeno per messaggio, ossia che la Leonardo Spa (in maniera impersonale, senza indicare il nome del suo interlocutore), nel caso in cui il progetto dell’aeroporto di Viterbo fosse stato effettivamente finanziato dalla legge di bilancio, avrebbe riconosciuto loro una somma pari al 2% dell’importo dell’appalto, da corrispondersi in cinque anni”.
Paolo Arata
Sarebbe stata ipotizzata una cifra imponente, ovvero 44 milioni di euro, “una somma ingentissima da non rivelare per intero a Siri” che di lì a poco li avrebbe raggiunti a cena. “Magari non ci daranno quarantaquattro milioni di euro – direbbero tra loro gli interlocutori – ma neanche mezzo milione”, intendendo dire che la cifra che guadagnerebbero sarebbe sicuramente maggiore di mezzo milione. “A noi ci interessa che faccia un primo passo”, si sarebbero detti Arata e Del Duca.
Fatto sta che guarda caso già il giorno successivo, ovvero il 21 settembre 2018, comparvero online, anche su siti viterbesi, alcuni articoli di stampa riportanti il rinnovato interessamento del ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il progetto dell’ aeroporto di Viterbo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


