Orte – (sil.co.) – È stato condannato ieri a due anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e stalking un 39enne tunisino, processato in collegamento video con il carcere di Prato dove è attualmente detenuto. Vittima la ex compagna, con cui ha avuto una relazione di otto anni, finita nel peggiore dei modi nel 2019 quando la donna, che si è costituita parte civile, è stata costretta a scappare prima da Terni a Orte e poi da Orte a Roma per sottrarsi alle vessazioni cui l’imputato l’avrebbe sottoposta. Le avrebbe anche inviato la foto di una pistola, minacciandola di morte.
Violenza sulle donne – foto di repertorio
L’imputato, che ieri rilasciando spontanee dichiarazioni ha negato tutto, dichiarando che era lei ad essere gelosa perché lui aveva un’altra e aveva voluto vendicarsi, era accusato anche di lesioni. L’avrebbe picchiata il primo agosto 2019 per lesioni, mentre la vittima viveva ancora a Terni. Per questo l’accusa ha chiesto una condanna a tre anni di carcere, ma la difesa ha prodotto la sentenza con cui l’imputato è stato già condannato per quell’episodio dal tribunale di Terni.
“La persona offesa è stata persino costretta a portare droga, quindi subissata di messaggi e vocali di ingiurie e minacce di morte, anche con la foto di una pistola, e obbligata a trasferirsi da Orte a Roma perché l’imputato si piazzava sotto casa sua e la aggrediva ogni volta che usciva”, hanno sottolineato parte civile e pubblico ministero.
Il giudice Jacopo Rocchi, condannando a due anni di reclusione il 39enne, ha anche disposto un risarcimento complessivo di settemila euro a favore della vittima.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
