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Omicida di Caprarola alla sbarra per minacce col coltello, per la difesa è seminfermo di mente

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Caprarola – Pantaloni scuri e maglietta rossa, ingrassato rispetto all’ultima volta, ieri Ian Patrick Sardo, il 33enne che la sera del 27 novembre 2024 ha ucciso a coltellate il 68enne Renzo Cristofori a Caprarola, era di nuovo in tribunale, scortato dalla penitenziaria, per la discussione dell’ennesimo processo a suo carico. 


Ian Patrick Sardo

Ian Patrick Sardo


Stavolta i fatti risalgono al 2023, quando avrebbe minacciato di morte con un coltello il suo miglior amico e compagno di scorribande nel corso di un violento alterco. Accusato di minaccia aggravata, avrebbe minacciato la parte offesa, “ti ammazzo, stai attento”, esibendo un coltello, poi ritrovato nella sua abitazione dai carabinieri, 

L’accusa ha chiesto al giudice Jacopo Rocchi una condanna a sei mesi di reclusione, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato condizionato all’acquisizione di una perizia psichiatrica secondo cui è seminfermo di mente, come chiesto dal difensore Paolo Casini. Il legale ha inoltre sottolineato come imputato e parte offesa si siano scambiati messaggi in cui la presunta vittima “è tutt’altro che turbata e intimorita”, tipo”Io non ho paura di te”.


L'avvocato Paolo Casini

L’avvocato Paolo Casini


Secondo la perizia, une delle quattro cui è stato sottoposto, Ian Patrick Sardo sarebbe “incapace di controllare gli impulsi”. Il giuidce ha rinviato la decisione al prossimo mese di maggio. Nel frattempo è attesa per il 19 narzo la sentenza del processo per omicidio. Oggi, nel frattempo, Sardo sarà di nuovo davanti alla corte d’assise per l’attesa deposizione del perito nominato dal tribunale, lo psichiatra Carlo Magistri, secondo il quale il 33enne è capace di intendere e di volere. 

Nella perizia, depositata il 9 febbraio, si legge che “il funzionamento del soggetto, nel giorno dei reati, era quello inerente al suo usuale registro personologico, abnorme certamente, ma non di matrice disorganizzata, psicotica o dissociativa”. E ancora: “Non si può certamente ritenere che il soggetto sia stato mosso da impulsi incoercibili, figli della patologia Adhd così come di quella personologica”. 

“Il comportamento tenuto prima e dopo i fatti è congruo – sottolinea il perito – gli spostamenti, i tempi, le modalità del crimine, sono evocative di un atteggiamento strategico, figlio di un processo mentale lucido e non irruento”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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