San Lorenzo Nuovo – (sil.co.) – Orecchio strappato con un morso, al via ieri con l’ammissione delle prove il processo davanti al collegio a tre dei cinque giovani tra i 22 e i 27 anni accusati di far parte del branco che la a notte tra l’1 e il 2 luglio 2022 avrebbe aggredito un bar-manager romano 34enne.
Carabinieri e 118 – Immagine di repertorio
La vittima dell’aggressione, dopo la chiusura del locale di Bolsena, si era recata con quattro ragazzi del suo staff presso una paninoteca sul lungolago di Prati Renari, il lungolago della movida, nei pressi di una discoteca. Il 34enne, cui è stato strappato un orecchio con un morso, ha riportato una invalidità permanente.
Uno dei cinque che ha scelto l’abbreviato, è stato prosciolto a fine novembre dal gup Fiorella Scarpato del tribunale di Viterbo, che ha a giudizio gli altri tre. Prosegue nel frattempo in solitaria il processo al presunto “cannibale”, identificato nell’immediatezza, ovvero colui che avrebbe materialmente strappato l’orecchio alla vittima, per il quale la discussione è prevista a maggio, sempre davanti al collegio. Lo stesso giorno entrerà nel vivo l’ulteriore processo al terzetto, con la testimonianza della persona offesa, parte civile con gli avvocati Corrado Cocchi e Giovanni Bartoletti.
“Sono uscito in strada con un’amica per prenderle la borsa in macchina quando ho visto tre ragazzi loschi, che gesticolavano importunando una ragazza. Quando ho fatto per difenderla, l’imputato mi ha detto ‘vuoi vedere che ammazzo anche te?’, dopo di che mi hanno sferrato pugni e calci. A un certo punto ho sentito un soffio dietro il collo, mi sono girato di scatto e mi sono trovato di fronte la sua faccia, che non scorderò più. Mi ha azzannato l’orecchio e quando sono andato per toccarlo, il lobo non c’era più e al suo posto colava il sangue. Intanto i ragazzi radunati attorno a me erano diventati una decina”, ha raccontato in aula il 33enne, all’udienza del 21 maggio 2024 dell’altro processo.
In caso di condanna, gli imputati rischiano pene da 8 a 14 anni di carcere, in quanto sono accusati di lesioni personali in concorso con l’aggravante dello sfregio permanente al volto.
La procura aveva chiesto l’archiviazione per il quartetto, richiesta che non è stata accolta dal gip Rita Cialoni del tribunale di Viterbo la quale, il 26 giugno 2024, ha rinviato gli atti al pm perché formulasse l’imputazione. A distanza di un anno, ha preso il via lo scorso mese di luglio l’udienza preliminare, dopo la richiesta coatta di rinvio a giudizio.
I sanitari del 118 avrebbero provato a cercare il pezzo di orecchio strappato, senza trovarlo, quindi hanno portato il 34enne in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa, dove è stato operato d’urgenza. La convalescenza, tra un’infezione e l’altra, è durata un anno e i chirurghi cui si è rivolto gli avrebbero detto che era impossibile ricostruire la parte mancante con una plastica.
Sarebbe dunque definitiva la diagnosi di “amputazione parziale da morso del lobo dell’orecchio destro”, ricordata in aula da due dei carabinieri che hanno svolto le indagini, coordinati dal pubblico ministero Paola Conti.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
