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“Perché spezzare in due la fiera dell’Annunziata, così la fate morire…”

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Viterbo – “Voglio chiedere alla sindaca Chiara Frontini: perché spezzare in due la fiera dell’Annunziata, togliendo i banchi da piazza del comune? Se si continua così la fiera muore”. È Paolo Proietti a contattare Tusciaweb, per parlare di qualcosa di importante: la morte della fiera dell’Annunziata. 

Paolo Proietti

Paolo Proietti


Proietti lavora con amore e passione da più di quarant’anni. Ha un banco di frutta e verdura a piazza San Faustino. E prima ancora suo papà iniziò questo lavoro oltre 70 anni fa a piazza del Gesù. 

E dagli stessi anni ha la licenza per vendere i famosi cedri, e non solo, alla fiera dell’Annunziata, il 25 marzo. 

Una festa importante per la città dei papi. Una festa in cui tutta la città si riversa nel centro storico, per la fiera. Anguille marinate, cedri e panini con la porchetta tra le cose più ricercate. È la fiera di primavera.

Una fiera che negli ultimi anni ha perso moltissimi banchi. 

Viterbo - La fiera dell'Annunziata - Il banco di Paolo Proietti a piazza del comune

Viterbo – La fiera dell’Annunziata – Il banco di Paolo Proietti a piazza del Comune


“Erano più di 500 i banchi alla fiera – racconta Paolo Proietti -. Adesso sono 250. Se si continua così la fiera muore”. 
Pochissimi giorni fa Proietti ha ricevuto una comunicazione. 

Viterbo - La fiera dell'Annunziata - L'email inviata dal comune

Viterbo – La fiera dell’Annunziata – L’email inviata dal comune


“Ho ricevuto una mail – racconta a Tusciaweb Proietti – in cui mi si comunicava che dobbiamo spostare il banco da piazza del Comune a via Ascenzi. 

Io voglio sapere il perché dall’amministrazione Frontini. Che senso ha spezzare la fiera in due e interrompere una tradizione che va avanti da decenni?”. 

Il problema, secondo quanto raccontato da Proietti, sarebbe lo spostamento delle fioriere. 

“Se quello è il problema – dice Proietti – le fioriere le spostiamo noi. Poi se le rompiamo le ripaghiamo. O mettiamo 100 euro per uno per farle spostare. 

Viterbo - Il banco di Pasqualina Cianchella

Viterbo – Il banco di Pasqualina Cianchella


Io mi ricordo – racconta con nostalgia Proietti – quando c’era anche Pasqualina Cianchella. Eravamo noi il cuore della festa con la vendita dei cedri a piazza del Comune. Era tutto un fiume di gente, da via Cavour, piazza del comune, via Ascenzi. Se ci fosse ancora Pasqualina – dice Proietti guardando con gli occhi lucidi il cielo – queste cose non succederebbero”. 

Irene Temperini


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