Marta – “La vita dei coregoni per la nostra vita”, Giuliano Rocchi, itticoltore e pescatore di Marta che presta servizio all’incubatoio del paese,duranteil ripopolamento.
Marta – Il ripopolamento del lago di Bolsena con gli avannotti di coregone – Giuliano Rocchi, Alessandro Vallesi, Domenico Volpi e Rossano Marinacci
Ieri mattina al Borgo dei pescatori sono stati rilasciati nel lago più di 8milioni di avannotti, coregoni che cominciano a nutrirsi autonomamente dopo la fase embrionale. Al fine di ripopolare il lago di Bolsena.
Presenti all’evento il sindaco di Marta Maurizio Lacchini, il vicesindaco Roberto Pesci, il comandante dei carabinieri Giuseppe Dolera, il comandante della forestale di Montefiascone Marco Tilli e i vigili urbani. I pescatori Domenico Volpi, Rossano Marinacci, Roberto Natali e Alessandro Vallesi, presidente della cooperativa pescatori Marta, hanno dato un enorme contributo, trasportando i contenitori con all’interno gli avannotti fino alle barche, con cui sono andati al largo per rilasciare i coregoni.
Marta – Il ripopolamento del lago di Bolsena con gli avannotti di coregone – L’incubatore
Un processo che richiede diverse fasi. La prima è la raccolta e fecondazione: si prelevano uova e sperma. La fecondazione avviene artificialmente e le uova fecondate vengono disinfettate per prevenire infezioni fungine. Le uova vengono poi poste in degli incubatori verticali a temperature controllate. Durante questa fase avviene lo sviluppo dell’embrione che matura fino alla schiusa. Dalle uova nascono le larve con il sacco vitellino, che gli permette di non alimentarsi dall’esterno. Assorbono poi lentamente il sacco vitellino e iniziano a nuotare attivamente. In questa fase diventano avannotti e possono essere rilasciati nelle acque del lago.
Giuliano Rocchi racconta: “Avevamo nell’incubatoio un quintale e mezzo di coregone . Dopo questi 4 anni di estrema difficoltà ci stiamo riprendendo. Per noi il coregone è vita quotidiana. Dá maggior sostentamento a noi pescatori, ma anche a tutta la filiera. Intorno al lago di Bolsena tutti i paesi pescano, mangiano, lavorano con il coregone”.
Marta – Il ripopolamento del lago di Bolsena con gli avannotti di coregone – Giuliano Rocchi, Enrico Panunzi, Maurizio Lacchini e Roberto Pesci
Presente all’incubatoio di Marta anche il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi, grazie al quale è stato possibile iniziare negli anni il rilascio dei coregoni nel lago. “Il coregone non era considerato un pesce autoctono – spiega Panunzi -. Per anni era stata necessaria una deroga e la richiesta alla regione per il ripopolamento. Finché non abbiamo affidato uno studio all’università La Sapienza, per spiegare l’importanza della presenza di questo pesce nel lago. Grazie a questa ricerca non è stata necessaria la deroga da parte della regione e siamo riusciti a restituire al lago il coregone. Sarebbe una notevole perdita per tutta la Tuscia il mancato ripopolamento”.
Nicole Tarantello


