Viterbo – (b.b.) – I filmati della videosorveglianza parlerebbero chiaro. Sarebbe stato solo uno dei tre presenti a imbrattare con la bomboletta spray muri e portoni di San Faustino durante il raid “satanico” della notte tra venerdì e sabato. Si tratta del 34enne originario di Viterbo, ma residente a Soriano nel Cimino, già identificato e denunciato dalla Digos. E avrebbe precedenti per gesti simili.
Viterbo – San Faustino – L’uomo bloccato mentre imbratta i muri
Con lui altre due persone, suoi conoscenti e accompagnatori. Personaggi noti nel quartiere e frequentatori abituali di piazza del Sacrario. Immortalati dalle telecamere installate da privati cittadini, non avrebbero però preso parte attivamente all’atto vandalico. Le scritte blasfeme, apparse da ieri mattina, hanno imbrattato diverse facciate di palazzi e soprattutto la chiesa di San Faustino. Tra i graffiti realizzati con vernice nera compaiono “666”, “Satan church” (la chiesa di Satana) e croci rovesciate. I segni della vernice sono stati trovati sulla pietra della facciata e sul portone di legno dell’ingresso della chiesa.
Un gesto condannato in maniera unanime dalla città. “Un atto vile e vergognoso. Dovrebbero far pagare loro tutti i danni e il ripristino dei luoghi”, è il commento ricorrente tra residenti e cittadini. Oltre alla ferita morale per il quartiere e alla spiritualità dei credenti, il raid ha provocato anche un danno al patrimonio artistico della città. Non sarà affatto semplice ripulire la facciata in peperino della chiesa e il legno del portone. Entrambi i materiali, per loro natura porosi, sono diventati ancora più assorbenti e permeabili a causa dell’erosione del tempo e della loro antichità. Per rimuovere la vernice saranno necessari trattamenti specifici eseguiti da personale qualificato, per evitare di rovinare ulteriormente le superfici.
Ne è un esempio il tentativo, messo in atto ieri da ignoti, di cancellare uno dei “6” della scritta “666”, probabilmente con un diluente. Il risultato è stato un alone nero che ha diffuso ulteriormente i pigmenti della vernice spray sulla pietra.
Scritte sataniche sulla chiesa di San Faustino – Uno dei 6 cancellato
Intanto cresce il malcontento dei residenti e dei proprietari dei palazzi imbrattati. “Il degrado a San Faustino cresce ogni giorno”, spiegano, denunciando l’assenza del comune anche sul fronte della videosorveglianza.
Anche in questo caso, come già accaduto nei giorni scorsi per i petardi fatti esplodere tra via Santa Maria Egiziaca e via della Volta Buia, gli autori sono stati individuati grazie alle telecamere installate da privati cittadini che hanno messo a disposizione della questura i filmati registrati. Nulla a che vedere con il sistema integrato di cui ieri parlava la sindaca Chiara Frontini.
Le dichiarazioni del vescovo Piazza
Intanto emergono le prime segnalazioni sulla notte delle “scritte sataniche”. Le tre persone sarebbero state viste aggirarsi da giorni nel centro di Viterbo. “Questi tre sono un paio di settimane che si aggirano in centro a Viterbo. Uno dei tre indossa perennemente un cappellino bianco alla pescatora e la settimana scorsa avevano preso di mira il portone del palazzo Marcucci in via Amendola, bussando incessantemente di sera. Lo riconoscete facile dalla risata fissa e perenne che ha. Sono contenta li abbiano presi, spero gli facciano passare la voglia di ridere…”.
Articoli: Identificato e denunciato uno dei tre autori delle scritte sataniche a San Faustino – “Chiesa di Satana” e croci rigirate, vandalizzata la chiesa di San Faustino
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


