Castel Sant’Elia – (sil.co.) – Operaio 37enne si ferma al solito bar dopo il lavoro per prendere una birra, un cinquantenne sconosciuto lo prende a cazzotti sulla bocca, gli saltano due denti e un avventore di colore li raccoglie restituendoli alla vittima sanguinante.
Carabinieri – Il tribunale dall’alto
Era il pomeriggio di giovedì 25 gennaio 2024 e la persona offesa, che i è costituita parte civile con l’avvocato Mario Orsini e l’altro ieri ha testimoniato in tribunale, è ancora priva degli incisivi. “Il dentista costa troppo”, ha detto al giudice Jacopo Rocchi l’uomo, un 37enne, al processo in cui è accusato di lesioni aggravate il cinquantenne, difeso dall’avvocato Ester Pennella del foro di Roma.
Dietro l’aggressione forse un movente passionale. “Non lo conoscevo, dopo ho saputo che era il compagno della barista”, ha riferito la vittima, che ancora oggi dice di non spiegarsi perché sia stato preso a pugni in quel bar di Castel Sant’Elia dove il proprietario ha chiesto l’intervento dei carabinieri che, grazie alla videosorveglianza del comune, hanno identificato l’imputato, fuggito in auto dopo il pestaggio.
“Non è scappato, gli ho detto io di andarsene”, ha spiegato dal canto suo la barista, una 52enne, negando che all’epoca tra loro ci fosse una relazione. “È stato successivamente – secondo la testimone – e nel frattempo da qualche mese ci siamo lasciati”.
A detta della barista il 37enne sarebbe stato avvezzo a bere molto e anche quel giorno avrebbe bevuto tre birre, mentre il cinquantenne sarebbe stato seduto al tavolino a bere un caffè: “Barcollava, dopo di che mentre ero affacciata fuori ho sentito un tonfo”. “Mi ero appena versato una birra al bancone e ne avevo venuti pochi sorsi quando sono stato preso a cazzotti in faccia”, ha detto la parte offesa.
Sempre secondo la barista, la cui deposizione è stata molto incerta, l’imputato, prima di colpirlo, gli avrebbe detto: “Cosa hai da guardare?”. Poco dopo lo ha soccorso porgendogli un fazzoletto perché sanguinava dalla bocca. A fatica ha detto di avere visto i denti per terra.
“Li ha raccolti il ragazzo di colore e me li ha restituiti, poi un connazionale mi ha portato a casa. Ho rifiutato il 118 perché sapevo che non me li avrebbero certo rimessi loro. Poi due giorni dopo sono andato in ospedale”, ha risposto alle polemiche della difesa sul ritardo nel chiedere una consulenza medica, oltre che sull’alcol consumato.
A fine udienza, multa di 250 euro al ragazzo di colore, che non si è presentato a testimoniare nonostante abbia ricevuto la notifica, quindi il processo è stato rinviato all’autunno, quando è prevista anche la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
