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Stanchezza primaverile: perché non è “solo” colpa del cambio di stagione

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Viterbo – Con l’arrivo della primavera molte persone iniziano a sentirsi più stanche del solito.
Le giornate si allungano, la luce aumenta, ma paradossalmente l’energia sembra diminuire. “Sarà il cambio di stagione” è la spiegazione più comune. Ma è davvero solo questo?

La cosiddetta stanchezza primaverile non è una malattia, ma una condizione che può avere diverse cause. Il nostro organismo sta attraversando una fase di adattamento: cambiano le ore di luce, si modificano i ritmi sonno-veglia, variano temperatura e pressione atmosferica. Tutto questo richiede uno sforzo di regolazione metabolica che, in alcune persone, può tradursi in affaticamento, difficoltà di concentrazione e calo della motivazione.

Tuttavia, non sempre si tratta solo di un semplice “assestamento”.

Una colazione salutare

Una colazione salutare


Il ruolo del sonno: la prima energia che sottovalutiamo

Spesso la stanchezza primaverile è il risultato di mesi invernali trascorsi con sonno insufficiente o di scarsa qualità.
La primavera, aumentando le ore di luce, può alterare ulteriormente il ritmo circadiano. Se il sonno non è profondo e regolare, l’organismo fatica a recuperare energia.

Dormire meno di quanto necessario non incide solo sulla sensazione di riposo, ma anche sull’equilibrio ormonale. Un sonno frammentato altera la regolazione del cortisolo e dell’insulina, influenzando l’energia durante la giornata e aumentando la percezione di affaticamento.

Prima di pensare a integratori o “ricostituenti”, vale la pena chiedersi: sto dormendo davvero bene?
Micro-carenze: Ferro, Magnesio e Vitamina D

Il ferro, ad esempio, è fondamentale per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Una sua carenza può manifestarsi con spossatezza, pallore, difficoltà di concentrazione e ridotta tolleranza allo sforzo.

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni metaboliche, comprese quelle legate alla produzione di energia e alla funzione muscolare. Un’alimentazione povera di vegetali, legumi e frutta secca può ridurne l’apporto.

La vitamina D, spesso bassa dopo i mesi invernali, gioca un ruolo importante non solo nella salute ossea ma anche nel tono dell’umore e nella funzione muscolare.

Naturalmente non è necessario assumere integratori in modo automatico. In presenza di sintomi persistenti è sempre utile confrontarsi con il proprio medico per eventuali accertamenti.

L’errore della “dieta lampo”

Durante l’inverno tendiamo a consumare pasti più ricchi e calorici. Con l’arrivo della primavera molte persone riducono drasticamente le porzioni o saltano pasti nel tentativo di “alleggerirsi”. Questo comportamento può accentuare la stanchezza.

Un’alimentazione che sostiene l’energia dovrebbe garantire:

– una quota adeguata di proteine, utili per la massa muscolare e la stabilità glicemica

– carboidrati complessi provenienti da cereali integrali e legumi

– grassi di qualità, come olio extravergine e frutta secca

– abbondanti verdure di stagione, ricche di micronutrienti

Saltare i pasti o affidarsi solo a caffè e zuccheri semplici può dare un beneficio momentaneo, ma nel giro di poche ore l’energia cala nuovamente.

La stabilità glicemica è uno dei fattori chiave per mantenere lucidità e concentrazione.

Linda Ursino

Linda Ursino


Quando la stanchezza è un segnale metabolico

Se la sensazione di affaticamento dura settimane, si associa a variazioni di peso, irritabilità o calo dell’umore, può essere il segnale che qualcosa nel metabolismo non sta funzionando in modo ottimale. Il corpo comunica spesso attraverso segnali apparentemente “banali”. Ascoltarli è il primo passo per intervenire con equilibrio, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni.

La primavera può diventare un’occasione per rivedere le proprie abitudini: migliorare il sonno, aumentare l’attività fisica all’aperto, riorganizzare i pasti con maggiore consapevolezza.

In conclusione

La stanchezza primaverile non è solo un cambio di stagione. È il risultato dell’adattamento del nostro organismo e, talvolta, il riflesso di abitudini che possono essere migliorate.

Non servono rivoluzioni, ma piccoli aggiustamenti:

– Regolarizzare gli orari del sonno.

– Esporsi alla luce naturale (una passeggiata all’aperto aiuta il ritmo circadiano).

– Mantenere la stabilità glicemica evitando pasti sbilanciati.

La primavera non è solo un momento di cambiamento climatico, ma anche un’opportunità per ritrovare energia e ritmo.


Dottoressa Linda Ursino – Biologa Nutrizionista
Instagram: @linda_ursino_nutrizione
Email: lindaursino@gmail.com


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