Tuscania – (sil.co.) – Hanno telefonato alla vittima sul numero fisso cercando di spaventarla col dire che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente. Dopo di che, spacciandosi per avvocati di uno studio legale di Napoli, hanno tentato di estorcere a una mamma di Tuscania una parcella non quantificata se voleva che suo figlio tornasse a casa. Il numero lo avrebbero trovato su vecchi elenchi telefonici, “collezionati” dai malviventi per questo tipo di truffa.
Carabinieri – Immagine di repertorio
Era il 20 ottobre 202o. Ma la donna, all’epoca dei fatti 49enne, non c’è cascata e la coppia di banditi, dopo un primo momento di smarrimento, è stata denunciata o carabinieri ed è finita a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi per tentata truffa in concorso, con l’aggravante di aver ingenerato nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario.
Imputati un 52enne e una 51enne di Napoli, quest’ultima con precedenti per cui le è stata contestata anche l’ulteriore aggravante della recidiva.
Due anni e mezzo prima. l’8 febbraio 2018, l’imputata aveva cercato di spacciarsi per un’altra donna per prelevare 900 euro da un ufficio postale di Bologna, tradita dalla differenza d’età, 43 anni lei e 32 la titolare del documento, per cui arrestata dalla polizia dopo l’allarme della direttrice. Fu denunciata per uso di documenti di identificazione falsi, per uso di atto falso, tentata truffa, ricettazione e sostituzione di persona. Si scoprì inoltre a ottobre 2017 che era stata già arrestata dai carabinieri in provincia di Reggio Calabria per sostituzione di persona.
Tornando ai fatti avvenuti cinque anni e mezzo fa a Tuscania, comunicando alla persona offesa che il figlio aveva subito un incidente stradale, le hanno chiesto, quale compenso per la prestazione professionale o, comunque, per risolvere la situazione, una indeterminata somma di denaro, cercando di indurla in errore e tentando di procurarsi in tal modo un ingiusto profitto in suo danno, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla loro volontà.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
