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“Ufficio turistico, chiediamo alla sindaca Frontini di fare chiarezza pubblicamente…”

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Luigi Maria Buzzi

Luigi Maria Buzzi

Matteo Achilli, Laura Allegrini, Gianluca Grancini e Pietro Amodio

Matteo Achilli, Laura Allegrini, Gianluca Grancini e Pietro Amodio

Chiara Frontini e Alessandra Croci

Chiara Frontini e Alessandra Croci

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore Carlo Galeotti,
esprimiamo piena condivisione rispetto alla richiesta di chiarimenti avanzata dal suo giornale in merito a quanto accaduto nei giorni scorsi presso l’ufficio turistico del comune di Viterbo.

Le circostanze descritte – movimenti di denaro senza adeguata tracciabilità e modalità di gestione quantomeno discutibili – impongono una risposta politica chiara e immediata.

Non servono ulteriori interrogativi: quelli posti sono già più che sufficienti e meritano una replica puntuale e documentata che attendiamo senza troppe speranze.

Riteniamo infatti inaccettabile che in un ufficio comunale possano verificarsi situazioni che generano dubbi sulla correttezza amministrativa e sulla trasparenza nella gestione delle risorse. La credibilità delle istituzioni si fonda su procedure chiare, regole rispettate e controlli adeguati. Quando questi elementi vengono meno, la responsabilità è inevitabilmente politica.

Per questo chiediamo alla sindaca Chiara Frontini di intervenire pubblicamente, chiarendo quanto accaduto e, qualora emergano irregolarità o leggerezze gestionali, di porre immediatamente rimedio a quella che rappresenta l’ennesima situazione incresciosa che coinvolge l’amministrazione comunale.

Noi facciamo politica. E fare politica significa pretendere trasparenza, rispetto delle regole e tutela dell’interesse pubblico. I cittadini di Viterbo meritano risposte serie, non gli ennesimi silenzi o le solite minimizzazioni.

Il coordinatore del circolo FdI Viterbo
Luigi Maria Buzzi

I consiglieri comunali FdI
Laura Allegrini
Gianluca Grancini
Matteo Achilli
Pietro Amodio


Articoli: Libri, calendari, credenziali della Via Francigena in vendita, tutto sparito di Carlo Galeotti – All’ufficio turistico del comune entrano ed escono soldi senza che ce ne sia traccia… di Carlo Galeotti


Ben venga la presa di posizione chiara e forte di Fratelli d’Italia.

Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere alla sindaca Chiara Frontini, che in continuazione dice di essere “forte e chiara”, una conferenza stampa pubblica sui gravi fatti che hanno coinvolto negli ultimi mesi la gestione dell’ufficio turistico comunale di via Ascenzi. Libri, calendari, credenziali della Via Francigena sono stati messi in vendita senza che ci fosse nessuna tracciabilità. In un ufficio che non può effettuare vendite. Con soldi che non si sa in quali mani siano finiti. E con la consigliera Alessandra Croci, con delega alla Via Francigena e quindi persona di fiducia della sindaca, che riforniva l’ufficio di detti materiali e ne stabiliva il prezzo minimo.

La cosa non solo è grave ma è una cartina al tornasole di un modo casalingo di gestire la cosa pubblica. Un fatto grave che la dice lunga sulla politica nel segno del civismo che contraddistingue l’amministrazione Frontini. Non è la prima volta che sodali o amici della sindaca Frontini usano la città come una cosa loro. Una cosa di famiglia. Un esempio per tutti l’intervento in rosa fatto sul vecchio ospedale. Intervento fatto senza nessun permesso, senza nessuna contestazione da parte del comune, e in un luogo pericoloso. Oltretutto, come è tradizione di questa fase politica amministrativa, di una bruttezza esemplare. Ma la bruttezza sembra essere il marchio di fabbrica dell’amministrazione Frontini. Basti vedere le ultime manifestazioni finanziate e gli interventi, a volte mostruosi, fatti sulla città. Vogliamo parlare delle piste ciclopedonabili? Fatte male, inutili e che in gran parte stanno sparendo.

L’intervento di FdI, nella figura del responsabile politico cittadino, Luigi Maria Buzzi, e del gruppo consiliare, ci appare un momento significativo di dignità della politica. Dopo che la sindaca Chiara Frontini, con i suoi “scappati di casa”, come lei stessa li ha definiti, ha portato la vita amministrativa viterbese a un livello di bassezza e indecenza politica mai viste. Con una giunta che prima ha visto la presenza di un pregiudicato, e ora vede la presenza di più di un indagato. La cena dei veleni sta lì a dimostrare il livello raggiunto. Ora non rimane che continuare a scavare per raggiungere livelli più bassi. Ci sembra che con questo atto dei maggiori responsabili cittadini di FdI possa iniziare una sorta di inversione di tendenza. Per uscire dal pantano frontiniano e nel segno delle regole della politica e dello stato di diritto. 

Per dirla con Bertolt Brecht “Ci sarà un giudice a Berlino”, anzi parafrasando ancora di più sembra “ci sarà un partito a Viterbo”. Degno di questo nome. Speriamo sia proprio così.

Anche perché, diciamocela tutta: non se ne può più di vedere partiti e pseudopartiti, che una volta avevano una loro dignità, alla corte della capa degli “scappati di casa” con il cappello in mano per un predellino di potere.

Sarà interessante vedere, questi partiti e pseudopartiti, una volta che la bolla politica, che sorregge ancora la giunta Frontini, sarà esplosa, come la metteranno con il loro elettorato.

Non si possono vedere partiti, che vedono nel loro pantheon da Gramsci a De Gasperi da Croce a Nenni, in ginocchio di fronte al nulla assoluto politico. Di fronte a una melma politica nauseabonda. Sputare in faccia ai propri padri nobili è sempre una brutta cosa. Non vi pare? Enrico Berlinguer si rivolterà nella tomba vedendo la pochezza e dabbenaggine politica dei suoi presunti eredi viterbesi. Tra ingenuità politica e stupidità assoluta ci dovrà pur essere una qualche differenza. Ma giustamente: chi se ne frega di Berlinguer, qui abbiamo ben altro: Chiara Frontini. Una autorità politica e morale non discutibile. 

Insomma ben venga la chiarissima presa di posizione di FdI. Ci domandiamo in quale scantinato della politica siano finiti gli altri partiti. “Partiti”, si fa per dire. Partiti senza un pizzico di dignità e memoria delle proprie origini. Senza nessuna remora a rinnegare i valori che pure il loro padri nobili ci hanno insegnato. Ma così va il mondo.

Per quanto ci riguarda riformuliamo le domande alla sindaca Frontini che FdI condivide. Domande che ripeteremo fino a quando non ci sarà una conferenza pubblica, con tanto di giornalisti che possano porre le domande e contraddire. Come dire: una velina non basta. Sindaca Frontini è vero che “uno il coraggio non se lo può dare”, ma una volta tanto abbia la temerarietà di affrontare il problema con un minimo di dignità politica. La smetta con la propaganda. Tanto, non si preoccupi, per ora, come può ben vedere, nessuno ha intenzione di togliergli i quasi diecimila euro lordi che incassa dalla comunità ogni mese, per un lavoro che riteniamo, a esser buoni, scadente e deleterio. I sindaci vanno remunerati adeguatamente, ma non in modo eccessivo rispetto ai cittadini e non quando sono politicamente e amministrativamente degli incapaci.

Ripetiamo le domande.

Ci è stato riferito che della strana gestione dell’ufficio è stata informata anche lei, sindaca, le risulta? È vero? Cosa sa di questa vicenda?

È normale che in un ufficio, che non può vendere, si vendano a offerta minima dei libri, in particolare Vie di Luce, ma anche il calendario e sembra altri libri?

Chi è che incassa tutto questo denaro? Le risulta che sono mesi che va avanti questo andazzo?

Perché non si traccia il denaro che entra in quell’ufficio?

Che cosa sta facendo sindaca Frontini per porre riparo a questa strana vicenda?

Chi è che ha spinto le dipendenti dell’ufficio a fare qualcosa che non possono fare?

Le risulta che libri e calendari siano stati portati all’ufficio turistico dalla consigliera Croci, con delega alla Via Francigena?

Le risulta che sia stata la consigliera Croci a fissare il prezzo a dieci euro minimi per il libro Vie di luce?

Sindaca non crede che sia il caso di allertare la finanza e la magistratura per quanto accaduto all’ufficio turistico comunale?

Non le sembra il caso di fare chiarezza?

Non sarà il caso di togliere la delega alla via Francigena e ogni altra delega alla consigliera Croci? Magari invitandola calorosamente a dimettersi da consigliera.

Carlo Galeotti


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