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Agguato a colpi di machete, abbreviato davanti al gip per due dei quattro imputati

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Civita Castellana – (sil.co.) – Sarà celebrato il 18 giugno davanti al giudice Federico Bonato il processo col rito abbreviato al 38enne e al 32enne marocchini accusati di tentato omicidio e lesioni aggravate ai danni di due tunisini, in concorso con altri due connazionali, uno dei quali già condannato a sette anni e mezzo di carcere con lo stesso rito dal collegio, mentre per l’altro si procede col rito ordinario. 


Civita Castellana - Accoltellamento in via Ferretti - I carabinieri sul posto

Civita Castellana – Accoltellamento in via Ferretti


Il difensore Luigi Mancini ha scelto di proseguire  l’abbreviato dopo il rigetto della richiesta di patteggiamento a cinque anni di reclusione, considerati troppo pochi dal gip del tribunale di Viterbo. 

I fatti, avvenuti a Civita Castellana nel primo pomeriggio di domenica 16 marzo 2025, si inquadrano nella guerra tra bande di pusher nordafricani per il controllo delle locali piazze di spaccio, sfociata in tentato omicidio a colpi di machete in pieno centro, nei pressi di un ristorante di via Ferretti. 

Gli imputati sono difesi dall’avvocato Luigi Mancini, mentre il tunisino che ha rischiato la vita si è costituito parte civile con l’avvocato Walter Pella, cui lo scorso 10 febbraio è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro a carico del primo condannato, in vista di un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile.

Ad avere la peggio un 28enne, operato nell’immediatezza all’Andosilla e poi numerose altre volte a Viterbo anche con ricovero in terapia intensiva. L’altro, un connazionale 23enne, è stato invece dimesso con una prognosi di 41 giorni.

I due tunisini, secondo l’accusa, sarebbero stati vittime di un vero e proprio agguato, da parte di un commando armato composti da otto marocchini, muniti di un machete e altre armi da taglio e da punta, tra cui un machete. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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