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Audio della cena dei veleni, è bufera social su Chiara Frontini: “Dimettiti…”

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Viterbo – Audio della cena dei veleni, è bufera social sulla sindaca Frontini: “Dimettiti…”, chiedono su Facebook i cittadini.

È la registrazione di quasi tre ore, di cui sono stati diffusi alcuni estratti da Tusciaweb, quella che sta alimentando il caso politico e mediatico degli ultimi giorni. Si tratta della cosiddetta “cena dei veleni”, incontro avvenuto in casa del consigliere Marco Bruzziches, durante il quale la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini, definitosi consigliere politico, si confrontano su dinamiche interne alla maggioranza e sulla gestione dell’attività amministrativa.


Dall’audio emergono passaggi che hanno suscitato forti reazioni. “Gli uffici so cacacazzi”, afferma Chiara Frontini parlando dei dirigenti comunali e della loro rigidità nell’applicazione delle norme. Un’impostazione che, nella conversazione, viene descritta come un ostacolo nei casi in cui si vorrebbe “addrizzare” o “accomodare” alcune pratiche urbanistiche.

Sempre nel corso della cena, Fabio Cavini esplicita una visione ancora più dura del confronto politico: “Ogni tanto bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame, perché funziona così”. In altri passaggi emerge anche un’impostazione definita dagli stessi protagonisti in termini di contrapposizione netta tra “amici” e “nemici”.

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini

Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini


La registrazione tocca diversi temi: dai rapporti interni alla maggioranza fino alle tensioni con rottura con figure politiche come Letizia Chiatti, indicata come “nemico” politico, passando per il ritardo nella concessione del patrocinio al gay pride, che la sindaca descrive come non prioritario. Nella conversazione emergono inoltre giudizi sugli assessori e sugli uffici, con riferimenti anche all’assessore Emanuele Aronne, definito anche lui un “cacacazzi”.

Altro elemento che ha attirato attenzione è il ruolo attribuito a Fabio Cavini, che nel corso della cena si definisce “consigliere politico” e interviene più volte delineando strategie e valutazioni, senza che la sindaca prenda le distanze dalle affermazioni.

Il tutto condito dal fatto che la sindaca invece di governare si occupa di pratiche urbanistiche, alla faccia della riforma Bassanini. E alla faccia del fatto che per governare sindaca Chiara Frontini incassa ogni mese 10mila euro lordi. La remunerazione più alta per un sindaco di Viterbo mai erogata dai cittadini.

La vicenda è sfociata in un processo penale. Per la cena dei veleni Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini sono adesso imputati con l’accusa di minaccia aggravata. 

Il video con l’audio, rilanciato su Facebook e su altre piattaforme, ha raggiunto complessivamente oltre 37mila visualizzazioni, diventando rapidamente virale.

Sui social si è sviluppato un confronto molto acceso. “Io non sono di Viterbo, ma ho notato che i viterbesi non si ribellano a queste ingiustizie”, scrive Antonietta. Benedetta attacca: “Che figura di m… è chiaro il loro modo di operare, parlare ed agire”.

Luigi commenta: “I viterbesi sono stati ammaliati… quanto piace essere sottomessi”. Salvatore parla di “schifo”, mentre Miriam scrive: “Che figuraccia, vergognarsi no?”.

Tra le reazioni più frequenti, le richieste di dimissioni. “Cosa aspettano a dimettersi?”, scrive Olga. Michele aggiunge: “Dimettersi è un favore verso Viterbo e i suoi cittadini”. Donatella rilancia: “Aspettiamo le dimissioni”. Rory osserva: “Sono troppo attaccati alle poltrone per dimettersi, che vergogna”.

Non mancano commenti ironici. “Che coppia dolce”, scrive Mauro. Franco scherza: “Se si arrabbia il marito poi tocca scappare”. Mario ironizza: “Na tipa fine e delicata”.

Altri puntano il dito sulla politica. Rosy scrive: “La politica fa proprio schifo”. Francesca commenta: “Il più pulito c’ha la rogna… che figura”. Alessandro invita: “Alle prossime elezioni scegliete bene chi vi deve amministrare”.

Il dibattito resta aperto e continua ad alimentarsi, mentre il contenuto della registrazione e le sue implicazioni politiche restano al centro dell’attenzione cittadina.

Carlo Galeotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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