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Cara, maledetta Sla, io sono Italo Leali e non mi arrendo

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Sutri – Sono le 5,30 del mattino quando la salivazione mi tradisce, interrompendo bruscamente il sonno. È uno dei tanti biglietti da visita della Sla, una presenza costante che non concede sconti. Con fatica cerco di chiamare Anna, la mia operatrice socio sanitaria. I miei occhi sono appesantiti dal gel prescritto per l’affaticamento visivo, una barriera densa che rende tutto più difficile. Lei accorre, mi aspira, mi libera. Di solito, dopo questo rito notturno, il sonno torna a trovarmi, ma oggi no. Nonostante sia andato a letto all’una e mezza, resto sveglio.

Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

Tuscia in Jazz for Sla – Pasquetta Guitar Meeting a Sutri


Sono stato a Civita di Bagnoregio e in molti luoghi lontani, ma non passavo nove ore consecutive fuori casa da quando ancora camminavo. Per ingannare l’attesa e rilassarmi, leggo Tusciaweb. Mi soffermo con piacere sull’articolo di Patrizia Prosperi dedicato al concerto di sabato. Poi, tra una lettura e il ripasso mentale dell’organizzazione della giornata, arrivano le otto. Entra Sabrina, la mia operatrice socio sanitaria preferita, e insieme a lei arrivano i messaggi: decine di persone che vogliono partecipare al Pasquetta Guitar Meeting Città di Sutri.

Mentre mi lavano e mi vestono, io continuo a rispondere a tutti. Alle 10,30 arrivano i ragazzi della cooperativa Progetto futuro: l’ambulanza è pronta, con Alessandro e Marco alla guida. Mi sistemano nel telo barella per affrontare quella che chiamo la “pista nera”: le scale di casa mia. Chi le conosce sa che non sto esagerando. Sento la stanchezza addosso ancor prima di scendere, ma poi, appena varcata la soglia, accade qualcosa di magico: la bellezza mi travolge.

Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

Tuscia in Jazz for Sla – Pasquetta Guitar Meeting a Sutri


Davanti a me si staglia un cielo di un azzurro primaverile, brillante come il sole che sento scottare sulla pelle del viso. Mi rendo conto che erano anni che non uscivo di mattina. Osservo i palazzi della mia via con occhi nuovi; scopro dettagli mai notati prima e i colori delle facciate, anche se consumati dal tempo, mi sembrano affreschi vivaci. Potrà sembrare un’esagerazione, ma se provate a mettervi nei panni di chi, da anni, esce solo dopo il tramonto, potete capire. Sono una sorta di vampiro paralizzato a cui il destino ha amplificato i sensi e le emozioni.

Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

Tuscia in Jazz for Sla – Pasquetta Guitar Meeting a Sutri


Salgo in ambulanza. Dai vetri vedo i tetti della mia Ronciglione e le buche di via Roma, che fanno sobbalzare la mia testa esattamente come quei cagnolini di plastica che ondeggiavano sui cruscotti delle auto negli anni ’80. Il viaggio verso Sutri è breve. Una volta arrivati, dai commenti di Sabrina e degli autisti capisco che c’è tantissima gente. Mi portano in barella verso la mia sedia: vedo le mura di Villa Savorelli e le scie chimiche nel cielo, che mi strappano un sorriso Ironico al pensiero che, chissà, forse sono proprio loro la causa della Sla.

Oltrepassato il cancello della Villa, lo stupore: ci sono centinaia e centinaia di persone, molte più delle previsioni. Arrivo al luogo del concerto ed è tutto pieno. La gente è ovunque: seduta sull’erba, sulla staccionata, in piedi. Fortunatamente, io la sedia l’ho portata da casa. Mi sistemano vicino al palco e, per qualche minuto, sono io a diventare lo “show” per gli sguardi dei presenti. Poi, finalmente, la musica esplode con l’Anomanouche Gipsy Trio e la voce di Miriana Bigi. Brani storici come Mille lire al mese, Baciami piccina, Torpedo blu e Vacanze romane riempiono l’aria. Il pubblico è entusiasta, un lungo applauso saluta il gruppo mentre ci si sposta verso la piazza del Comune per il terzo appuntamento della giornata.

Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

Tuscia in Jazz for Sla – Pasquetta Guitar Meeting a Sutri


Torno in ambulanza per raggiungere la piazza. Al mio arrivo, il cuore mi scoppia di gioia. Quella piazza è stata il teatro della mia vita quotidiana negli anni passati a Sutri; è proprio qui che ho scoperto di avere la malattia. Anche stavolta, la folla è incredibile. La gente occupa ogni gradino, la fontana, ogni spazio libero. Qui va in scena la mia scommessa per questo Guitar Meeting 2026: i LiberDjango. Li ho scoperti su internet e la loro musica, che spazia da Django Reinhardt ad Astor Piazzolla, conquista tutti. Dalle grida e dagli applausi, capisco che la scommessa è vinta.

Il festival è una processione musicale che dura dalle dieci del mattino. Per l’ultima location non serve l’ambulanza: percorro i 50 metri che mancano in sedia a rotelle. Nella chiesa di San Francesco si chiude la seconda edizione. Alle 17 tocca ai maestri Fabio Zeppetella e Umberto Fiorentino; la chiesa è stracolma, con persone sedute a terra in un silenzio quasi sacro per ascoltare i loro brani originali. Alle 18,30, il gran finale con la Black Music di Fulvio Tomaino e Luca Casagrande trasforma l’atmosfera in un’apoteosi di canti e condivisione.

Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

Tuscia in Jazz for Sla – Pasquetta Guitar Meeting a Sutri


Qualcuno dice che sia stata la migliore Pasquetta della sua vita. Non so se sia vero per gli altri, ma per me lo è stato di sicuro. Nonostante la Sla, sono ancora qui. La giornata volge al termine; dopo nove ore lo staff è esausto ed è tempo di tornare. Lasciamo Sutri con 1500 spettatori, 300 persone rifocillate grazie all’associazione Amici della Montagna e una certezza granitica nel cuore.

Cara, maledetta Sla, io sono Italo Leali e non mi arrendo.

Italo Leali


Tuscia in Jazz for Sla - Pasquetta Guitar Meeting a Sutri

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