Viterbo – Cena dei veleni del 26 settembre 2023, al via oggi davanti alla giudice Giovanna Camillo il processo per minaccia aggravata in concorso alla sindaca Chiara Frontini e al marito Fabio Cavini, rispettivamente di 37 e 50 anni, il cui rinvio a giudizio è stato disposto lo scorso 5 dicembre dalla corte d’appello di Roma, in seguito al ricorso del pm Massimiliano Siddi contro la sentenza di non luogo a procedere. L’audio della cena dei veleni, pubblicato da Tusciaweb, è stato ascoltato oltre 66mila volte.
Tre le parti civili. Sono l’ex consigliere di maggioranza Marco Bruzziches e la moglie Anna Maria Formini, 65 e 64 anni, rappresentati dall’avvocato Samuele De Santis, secondo l’accusa vittime di minacce durante la famosa cena “registrata” del 26 settembre 2023 a casa loro, su richiesta “conviviale” dei coniugi Cavini. Parte civile, con l’avvocato Enrico Valentini, Letizia Chiatti, 63 anni, che due mesi e mezzo prima, il 5 luglio 2023, si era dimessa da presidente del consiglio, ufficializzando, il 15 febbraio 2024, la sua uscita dal gruppo di Viterbo 2020. Non è stato invece individuato come parte offesa il comune.
Tra i testimoni indicati dall’avvocato di parte civile dell’ex consigliere di maggioranza con delega alla valorizzazione del patrimonio comunale Marco Bruzziches ci sono anche i politici Giulio Marini e Paolo Cappelli.
Va posta “particolare attenzione al modus operandi degli imputati, anche precedente all’episodio e posto in essere anche nei confronti di terze persone e soprattutto alla prova delle conseguenze e del danno gravissimo cagionato alle persone offese parti civili a causa delle condotte così come contestate”, sottolinea l’avvocato di parte civile dei coniugi Bruzziches.
Chiara Frontini e Marco Bruzziches
“Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora, proprio come fare non te lo dico. E questo facciamo in casi estremi. No, questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e vado a colpire quella persona”, disse senza mezzi termini Cavini alla cena dei veleni.
“Le parole ‘inventiamo’ ‘attacchiamo’ ‘sappiamo come colpire’ ‘uccidere’ ‘sangue e merda’ – secondo l’avvocato De Santis – sono di certo evocative non solo della gravità della minaccia posta in essere ma anche della abitualità della condotta estorsiva e minatoria della coppia, che non intende fermarsi di fronte a nulla per la tutela del sindaco e della persona, financo nel colpire il ‘più debole dello stato di famiglia’”.
Sotto gli occhi di tutti gli effetti della cena dei veleni: Bruzziches si è allontanato immediatamente dalla presenza, in consiglio comunale e nelle commissioni, ha lasciato una lettera alla sindaca in cui prendeva le distanze e faceva direttamente riferimento alle allusioni poste in essere alla cena. Formini cadeva immediatamente in uno stato di profonda depressione certificata da allegata documentazione, “con allentamento dall’esercizio della professione di insegnante financo a dover chiedere di essere posta in part time per l’impossibilità di adempiere ai compiti di istituto con continue crisi di pianto e di ansia”.
Letizia Chiatti
Il 21 dicembre 2023 Bruzziches, decidendo di sporgere denuncia, ha clamorosamente rinunciato in consiglio comunale alla delega al patrimonio, dimettendosi anche dalla seconda commissione e dalla maggioranza, pochi giorni prima di Natale, parlando di fatti gravi accaduti a lui e alla sua famiglia. Il 21 novembre 2024 il gup Savina Poli ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio per il reato di minaccia a corpo politico perché “il fatto non sussiste”. La coppia è difesa dagli avvocati Giovanni Labate e Roberto Massatani.
Il processo, previsto presso l’aula 4 della sezione penale, al piano terra del palazzo di giustizia, è aperto al pubblico.
Oggi non sono previsti testimoni, si tratta di un’udienza tecnica riservata alle eventuali questioni preliminari e all’ammissione delle prove. Oltre ai rispettivi legali, possono presenziare gli imputati e le presunte vittime del reato. Il processo entrerà nel vivo solo successivamente, alla prima udienza testi, che solitamente sono le stesse parti offese oppure gli operanti di polizia giudiziaria che si sono occupati delle indagini.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

