Viterbo – Un materasso, un water e piccole discariche. A bocca aperta sì, ma non solo per la bellezza delle mura, parafrasando il nuovo slogan che campeggia in città. Passeggiare lungo le mura, per chi vuole scoprire il capoluogo, regala emozioni, ma può anche lasciare sbigottiti per alcune scene che si incontrano lungo il percorso. Situazioni di inciviltà e incuria che sfuggono all’opera di restyling voluta dal comune con i fondi del Pnrr. O che rischiano di oscurarla. Anche se circoscritte, l’opposto della bellezza.
Viterbo – Il “mezzo water” abbandonato in un angolo del parcheggio delle Fortezze, sullo sfondo le mura e le torri medievali della città
Partendo dalle Fortezze, dove ha parcheggiato l’auto sugli stalli bianchi, il turista se lo trova subito davanti, anche se ben mimetizzato. In un angolo, “incastonato” tra il muretto e le rocce, spunta, ben visibile, un wc. O meglio, mezzo wc: il sanitario è spaccato a metà e ne resta poco più della base. Non è possibile stabilire se fosse intero quando è stato abbandonato o se si sia rotto in seguito. Qualcuno lo ha lasciato lì, come una sorta di soprammobile. Goliardia o vandalismo? Di certo si trova in quel punto da tempo: all’interno vi si sono accumulate foglie secche e altri detriti. Oltre a essere un’offesa alle mura, rappresenta anche un pericolo, per i margini taglienti e appuntiti.
Superato lo stupore iniziale e dirigendosi verso porta San Pietro, per entrare nel cuore del quartiere medievale, il visitatore si trova a camminare tra cumuli di immondizia, a destra e a sinistra della strada. Alcuni sono nascosti tra le auto in sosta, altri invece sono lì, sul lato della carreggiata, “protetti” da una sorta di nicchia. All’ombra delle torri c’è di tutto: un paio di scarpe da ginnastica, una giacca a vento e buste piene di oggetti non meglio identificati. Anche questi materiali sono lì da tempo, in parte risultano quasi inglobati dalle erbacce cresciute intorno.
Ecco porta San Pietro con la sua fontana. Che non sarà famosa come quelle monumentali di piazza delle Erbe o di piazza della Rocca, tanto per citarne due, ma è comunque la prima fontana che il visitatore incontra entrando da qui. Invece la vasca, in questi giorni, si presenta piena di alghe.
Continuando il percorso lungo la cerchia muraria e superando porta Fiorita, si arriva a uno degli angoli più pittoreschi della cinta, con le opere in peperino realizzate dagli scalpellini viterbesi. Un piccolo museo all’aria aperta. Su una di esse c’è anche la dedica in ricordo del “Primo concorso scalpellini viterbesi”, con il nome del vincitore ormai quasi illeggibile, consumato dal tempo.
Viterbo – La stradina sbarrata con le transenne in veritcale lungo un tratto di mura tra porta Fiorita e porta del Carmine
La zona oggi è off limits. Gran parte del prato è occupata da una sorta di recinto delimitato da nastro bianco e rosso, all’interno del quale restano rami e frasche che sono stati rimossi ma che nessuno ha ancora portato via. Subito a destra una scalinata porta a un tratto di mura interdetto. Due transenne del comune, sistemate in verticale e fissate tra loro con pali e filo di ferro, impediscono di andare oltre.
La sorpresa più grande arriva riprendendo la strada principale. Guardando tra la siepe, tra le piante, in un dirupo si intravede una sorta di mini discarica. Un cumulo di immondizia dal quale spuntano scatole di cartone, buste di indumenti, una damigiana di vetro e, poco più in là, un vecchio carrello della spesa semidistrutto. Segno di abbandoni ripetuti nel tempo.
Viterbo – Una “mini discarica” poco prima di porta del Carmine. Tra i rifiuti: un carello porta spesa e indumenti
Una foto dell’antica porta del Carmine vale la passeggiata fin qui. Peccato che affacciandosi dal ponte la prima cosa che si vede è un materasso gettato dall’alto, giù tra la vegetazione. Deve trovarsi lì da tempo, a giudicare dallo sporco sopra. Su questo lato puntano le telecamere di sicurezza del comune, ma evidentemente gli autori hanno agito sicuri di non essere beccati. Gli interventi del Pnrr comunque sono arrivati anche fuori Pianoscarano con una delle nuove postazioni di bike sharing della città. In attesa che il servizio parta, tra le fessure che dovrebbero ospitare le ruote delle biciclette elettriche, per ora si accumulano cartacce e buste di plastica.
Simone Lupino
Viterbo – Un materasso gettato tra le erbacce a porta del Carmine



