Viterbo – Ancora guai giudiziari per il “topo d’albergo seriale” egiziano che a maggio di due anni fa ha rischiato di essere linciato da una comitiva di turisti sudamericani davanti all’albergo di viale Trento. Lo hanno salvato le manette della polizia, che pensava di intervenire per sedare una rissa e ha invece soccorso e arrestato per furto un ladro.
Via Garbini – La polizia
Rapinatore del sabato mattina. Per il 28enne egiziano questa è stata una settimana da record, dal momento che è comparso davanti a due giudici diverse, per rispondere di due distinte rapine, messe a segno in due mesi, tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Ai danni del Grandori e di una donna delle pulizie che si stava recando al lavoro. Sempre di sabato mattina e sempre di buonora.
Rapinatore seriale. La prima rapina è quella messa a segno al Caffè Grandori di piazza della Rocca la mattina del 4 novembre 2023 mentre il personale si stava preparando all’apertura, per cui sarà giudicato con l’abbreviato dal gup Daniela Rispoli. Pochi mesi dopo, per l’esattezza il 20 gennaio 2024, sempre di sabato mattina di buonora, avrebbe aggredito e rapinato per strada una donna in via Garbini. Il fascicolo è stato assegnato al gup Rita Cialoni.
Vittima scaraventata a terra La donna, attorno alle sei del mattino camminava a piedi lungo una strada adiacente a via Garbini, quando il 28enne l’avrebbe scaraventato a terra con una spinta, sferrandole un pugno in faccia per renderla inoffensiva, strappandole dal collo una catenina d’oro con vari ciondoli e impossessandosi anche del suo cellulare che la poveretta teneva nella tasca posteriore dei pantaloni. Nonostante il rapinatore si sia dato precipitosamente alla fuga, la donna, un’addetta alle pulizie che si stava recando sul posto di lavoro, è stata immediatamente soccorsa dalla polizia, cui ha fornito l’identikit del bandito, riconosciuto successivamente in foto.
Surplus di fascicoli fotografici. Per questo colpo l’egiziano, pluripregiudicato e plurirecidivo, è comparso mercoledì davanti al giudice Cialoni, che come la collega ha accolto la richiesta di rito abbreviato del difensore Luigi Mancini. A sorpresa, però, il giudice ha rinviato la camera di consiglio al prossimo autunno, per un possibile errore nel verbale di riconoscimento fotografico, che non sembra essere quello corretto, pertinente al fascicolo. Il che potrebbe essere vero, visti gli innumerevoli fascicoli aperti dalla procura sul suo conto.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
