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Le Mille Bolle Blu, un evento imperdibile con Nicky Nicolai e Stefano Di Battista

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Stefano Di Battista & Nicky Nicolai

Stefano Di Battista & Nicky Nicolai

Viterbo – Il Tuscia in Jazz for SLA si prepara a illuminare il teatro dell’Unione di Viterbo, venerdì 17 aprile alle ore 21, con un evento imperdibile: il concerto di Nicky Nicolai e lo Stefano Di Battista 4tet.

Lo spettacolo, intitolato Le Mille Bolle Blu, nasce come un vibrante omaggio agli anni d’oro della musica italiana, un’epoca in cui la canzone d’autore e la melodia pop hanno raggiunto vette di creatività e popolarità rimaste insuperate. Quando si rievoca questa stagione felice, il pensiero corre inevitabilmente agli anni Sessanta.

L’Italia, nel pieno del boom economico, manifestava una fame insaziabile di musica e la televisione, entrando stabilmente nelle case dei cittadini, trasformava i grandi interpreti in icone nazionali attraverso programmi che mettevano il canto al centro della scena. I numeri di quel decennio parlano chiaro: le vendite dei 45 giri passarono dai 18 milioni del 1959 ai 44 milioni del 1969. Già nel 1960, un’inchiesta rivelò che il 40% degli acquirenti aveva meno di vent’anni e considerava normale acquistare un disco alla settimana.

Si trattava di un fenomeno sociologico speculare a quello avvenuto negli Stati Uniti pochi anni prima: le case discografiche compresero per prime il potenziale di questa trasformazione, arrivando a “inventare” i giovani come una specifica e lucrosa fascia di consumatori. Sebbene questa lettura possa risultare amara per i sociologi, è innegabile che la figura del teenager sia stata plasmata proprio dalle logiche del mercato di quegli anni. Tuttavia, l’espansione non riguardò solo i giovanissimi; anche gli adulti continuarono ad alimentare il settore, affollando locali e sale da ballo. L’apice fu raggiunto nel 1964, un anno record in cui si censirono in Italia ben 1.230 cantanti, 111 etichette discografiche e oltre 6.000 tra orchestre e complessi.

All’epoca, un singolo di successo poteva sfiorare il milione di copie vendute, una cifra che oggi, in un mercato radicalmente trasformato da internet dove le 30.000 copie sono già un traguardo d’eccellenza, appare quasi fantascientifica. Fu l’era del mangiadischi, il giradischi portatile che permetteva di portare la colonna sonora della propria vita in spiaggia o alle feste all’aperto, e della nascita della Hit Parade, che dal 1967 divenne un appuntamento radiofonico irrinunciabile.

In questo clima di fermento fiorirono talenti destinati a diventare leggende senza tempo: da Fabrizio De André ad Adriano Celentano, passando per Gino Paoli, Edoardo Vianello, Francesco Guccini, Ornella Vanoni, Massimo Ranieri, Gianni Morandi e Rita Pavone. Ma su tutti svettava lei, Mina. La “Tigre di Cremona” fu l’indiscussa protagonista del decennio, capace non solo di dominare le classifiche, ma di lanciare la carriera di altri giganti, come accadde con De André grazie alla sua magistrale interpretazione de La canzone di Marinella. Il prestigio di Mina valicò i confini nazionali, tanto da spingere una divinità del jazz come Ella Fitzgerald ad affermare che la miglior cantante al mondo fosse proprio l’italiana.

Per chi non ha vissuto quell’epoca o per i neofiti, il consiglio è di riscoprire questi capolavori attraverso la rete, che fortunatamente ne ha preservato la memoria. Sarebbe d’altronde auspicabile che la storia della musica venisse insegnata stabilmente nelle scuole, affiancata dalla poesia: un connubio che potrebbe offrire strumenti preziosi contro il disagio giovanile, stimolando le nuove generazioni di artisti a comporre testi più profondi, colti e lontani dalla violenza verbale odierna. In attesa di questa rivoluzione culturale, l’invito è di lasciarsi trasportare, venerdì sera, dalla raffinata visione musicale di Niki Nicolai e Stefano Di Battista, pronti a far rivivere la magia di un’Italia che non ha mai smesso di cantare.

Italo Leali


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