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Abusi su una studentessa, condannato a 4 anni il professor Luigi Sepiacci

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Luigi Sepiacci

Luigi Sepiacci

Viterbo – Abusi su una studentessa, condannato in primo grado a 4 anni per violenza sessuale il professor Luigi Sepiacci, difeso dagli avvocati Giovanni Labate e Domenico Di Tullio. 

L’ex direttore dell’Accademia di belle arti di Viterbo, 80 anni, era imputato davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi di violenza sessuale aggravata ai danni di una studentessa all’epoca 23enne. All’imputato è stata riconosciuta la minore gravità e chiesto, in virtù dell’età e delle precarie condizioni di salute, se volesse sostituire la pena con la semilibertà o i domiciliari, cui ha rinunciato. 

In aula il pm Michele Adragna, che ha più volte sottolineato la “assoluta attendibilità” della vittima e le “contraddizioni” emerse durante la spontanee dichiarazioni dell’imputato, a partire dalle presunte motivazioni della parte offesa, alludendo a “ritardi nei pagamenti della retta”. 

“Sepiacci ci ha provato e ha trovato una ragazza di sani principi”, ha concluso Adragna, chiedendo una condanna a 4 anni di reclusione. Il processo viterbese scaturisce dalla denuncia della studentessa di un cebtro della provincia di Viterbo che il 20 febbraio 2023, bocciata all’ultimo esame, ha rischiato di vedere sfumare la discussione della tesi in programma tre giorni dopo e la festa di laurea già organizzata per il 23 febbraio.

Prima della discussione, dopo molti rinvii,  l’imputato, che pur essendo stato già interrogato in aula voleva rilasciare spontanee dichiarazioni, era stato infatti sentito in videocollegamento dalla sua abitazione romana, non potendo venire in tribunale per motivi di salute. 

“Una vicenda in cui mi sono trovato al termine di una carriera dedicata all’insegnamento e alla scuola”, ha esordito Sepiacci, definendo calunnie le accuse di molestie dell’anno precedente a Roma e negando le presunte molestie alla studentessa dell’accademia di belle arti.

“Siccome stava piangendo, le ho stretto i pugni, sollevando le mani verso l’alto, per evitare contatti. Potrebbe avere pensato che volevo portare le sue mani verso il mio corpo, ma la distanza tra noi era tale che non sarebbe mai potuto accadere”, ha proseguito il professore, fornendo la sua versione di quanto sarebbe accaduto nel suo ufficio. 

“Tre giorni dopo abbiamo festeggiato la sua laurea, presenti i genitori, mai mi sarei aspettato una denuncia, di cui tuttora non mi spiego le ragioni”, ha concluso, dicendosi del tutto estraneo slle accuse e di confidare nella giustizia.

Sepiacci, nel frattempo, è tuttora sotto procceso a Roma con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due dipendenti ai tempi in cui era presidente dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei), tra gennaio e maggio 2022.

Secondo l’accusa per cui è finito sotto processo a Viterbo, la giovane oggi 26enne, che è stata risarcita e ha revocato la costituzione di parte civile, avrebbe dovuto fare i conti nel suo ufficio con le pesanti attenzioni dell’imputato, cui aveva chiesto aiuto, ottenendo peraltro di poter sostenere di nuovo l’esame lo stesso giorno della laurea.

“Dammi un motivo in più”, le avrebbe ripetuto più volte, portandosi la mano della ragazza sulle parti intime. Ma lui all’interrogatorio della primavera scorsa ha negato, spiegando di avere solo sollevato entrambe le mani dal grembo della studentessa e averle strette tra le sue. Sepiacci si dimise pochi giorni dopo dall’incarico. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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