Orvieto – Oggi i funerali di Dario Papaccio. Il 39enne è morto dopo un intervento di tonsillectomia e plastica del palato, a cui si era sottoposto all’ospedale Santa Rosa di Viterbo per risolvere gravi problemi respiratori.
Dario Papaccio
Il 39enne, originario di Orvieto, è morto nei giorni scorsi: dopo un’operazione inizialmente riuscita e un decorso post-operatorio in ospedale regolare, l’uomo era stato dimesso. Una volta a casa, però, un’emorragia improvvisa avrebbe reso necessario il trasferimento urgente in pronto soccorso al Santa Rosa.
Nonostante l’intervento tempestivo dei medici, la situazione si sarebbe aggravata con una rara complicanza a livello cerebrale che si e rivelata gravissima. Trasferito in fin di vita all’ospedale Sant’Andrea di Roma, era stato tenuto in vita dai macchinari in attesa dell’espianto degli organi.
L’ultimo saluto a Papaccio, oggi, mercoledì 8 aprile alle 15 nella parrocchia di Maria Ss Madre della chiesa in Ciconia.
Dario Papaccio
In suo onore e ricordo è stata avviata una raccolta fondi sulla piattaforma Gofundme. “Ci sono persone che attraversano la vita lasciando un segno indelebile in chi le incontra. Dario era una di queste – si legge -. Se n’è andato troppo presto, con un gesto silenzioso e immenso, che porta ancora oggi un pezzo di lui nel mondo, nel respiro, nel battito, nella vita di persone che non ha mai conosciuto. È difficile immaginare un atto più generoso. È difficile immaginare qualcosa che lo descriva meglio. Negli ultimi tempi aveva scoperto l’Apic , l’Associazione pazienti informati sul colangiocarcinoma, e se ne era preso a cuore la missione con quella passione che lo caratterizzava. Vogliamo onorare quella scelta, continuando quello che lui ha iniziato.
– Dimesso dopo l’operazione alle tonsille e al palato, 39enne in fin di vita
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

