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Viterbo – C’è anche la provincia di Viterbo tra i territori coinvolti nell’operazione della Direzione distrettuale antimafia contro la ’ndrangheta, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari in più regioni italiane.
Nel dettaglio, è stata disposta la custodia cautelare nei confronti di 15 indagati – di cui 5 già detenuti – nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo.
Nel territorio della Tuscia è stata eseguita una sola misura cautelare, senza ulteriori dettagli su attività operative locali o sequestri collegati.
Il fulcro dell’indagine resta concentrato soprattutto in Abruzzo, in particolare nella provincia di Teramo, e in Calabria, dove gli investigatori hanno ricostruito l’attività di un gruppo ritenuto collegato alla criminalità organizzata calabrese.
Secondo quanto emerso, la rete avrebbe sviluppato interessi economici e contatti in diverse aree del Paese, con l’obiettivo di inserirsi nel tessuto imprenditoriale locale. Nel corso dell’operazione sono stati eseguiti anche sequestri di beni riconducibili agli indagati.
L’intervento si inserisce nel quadro delle attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel centro e nel nord Italia.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
