Viterbo – (sil.co.) – Imprenditore romano vittima di una truffa informatica, per cui ha versato circa 5mila euro sul conto intestato a uno straniero residente nel Viterbese invece che effettuare il bonifico a favore della ditta bolognese presso la quale aveva acquistato gadget per la sua azienda.
Carabinieri – Truffa online
I fatti vanno dal 2022 ai primi mesi del 2023, mentre il processo è entrato nel vivo questa settimana davanti al giudice Jacopo Rocchi, che ha sentito per prima la versione della vittima.
“Il venditore del gadget mi ha mandato una mail con l’indicazione di una banca di Bologna cui effettuare il bonifico. Dopo di che mi è giunta una seconda mail, in cui mi veniva indicato un altro istituto di credito con l’iban aziendale”, ha spiegato l’imprenditore, un 43enne che si è costituito parte civile.
“Dopo avere pagato, ho ricevuto un sollecito dalla ditta e solo allora ho notato un’anomalia sulla posta elettronica – ha proseguito – per cui ho chiamato l’azienda, che mi ha detto che loro avevano un’unica banca di appoggio. Al che ho cercato, tramite la mia banca, di bloccare il bonifico, ma non è stato possibile perché l’iban risultava corretto, per cui era andato a buon fine”.
Al poveretto non è rimasto che sporgere denuncia presso una stazione dei carabinieri di Roma, le cui indagini hanno condotto allo straniero di Viterbo, risultato intestatario del conto corrente su cui è arrivato il bonifico. Imputato di truffa, l’uomo avrebbe prodotto a sua volta una querela da lui presentata ai carabinieri di Orte, di cui però non è stato chiarito il contenuto, se non che riporterebbe il numero di telefono di “un signore che incontrava”, il quale potrebbe saperne di più dell’intricata vicenda.
Di sicuro c’è che, una volta scattato il sequestro preventivo, a distanza di qualche mese, presso la sede di Viterbo della banca utilizzata per la truffa, sul conto corrente intestato allo straniero c’erano soltanto circa duemila euro. Il processo riprenderà in autunno.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
