“Domenica 26 aprile la nostra palestra ha subito un grave atto vandalico che ha compromesso gran parte della struttura costruita in 15 anni di lavoro, sacrifici e passione”, scrivono. Parole che arrivano a pochi giorni dal rogo sulla Cassia, per il quale era stato arrestato un uomo, poi rimesso in libertà dopo la convalida.
La priorità, spiegano, è ora mettere in sicurezza ciò che resta e capire l’entità reale dei danni: “In questo momento siamo completamente concentrati sulle verifiche necessarie, sulla messa in sicurezza degli spazi e sulla valutazione dei danni. Ci vorrà tempo per capire con precisione come e quando potremo ripartire, e farlo in modo sicuro per tutti”.


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Un colpo durissimo non solo per i titolari, ma anche per i tanti iscritti che in queste ore chiedono notizie su riapertura e abbonamenti. “Sappiamo che in molti ci state scrivendo per avere informazioni sulla riapertura e sulla gestione degli abbonamenti. Vi chiediamo comprensione: al momento la priorità è rimettere in piedi la palestra. Tutti gli aspetti legati agli abbonamenti verranno affrontati con attenzione, correttezza e rispetto verso ciascuno di voi non appena avremo un quadro più chiaro”.
Tra le macerie, però, si intravede anche un possibile spiraglio. Alcune aree avrebbero riportato danni meno gravi: “Una parte della struttura, in particolare la sala pesi e il piano inferiore, ha subito danni meno gravi: stiamo valutando se e come poter ripartire da lì, ma al momento non possiamo ancora dare tempistiche certe”.

Nessuna promessa, quindi, ma la volontà di ripartire sì. E un appello alla comunità che in queste ore si sta stringendo attorno alla palestra: “Vi terremo aggiornati passo dopo passo. In questo momento difficile, il vostro supporto e la vostra pazienza fanno davvero la differenza. Grazie a tutti”.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.