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Picchia la moglie trentenne davanti al figlioletto, sessantanne a giudizio

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Viterbo – (sil.co.) – Sessantenne a processo davanti al collegio per maltrattamenti aggravati nei confronti della giovane moglie non ancora trentenne alla presenza del figlio minore della coppia. Imputato un italiano di 59 anni, all’epoca dei fatti sposato con una sudamericana oggi 28enne che avrebbe costretto a vivere un rapporto coniugale fatto di vessazioni quotidiane, sfociate a Ferragosto del 2023 nel tentativo di sottrarle il figlio.


Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio


Secondo l’accusa, dal 2019 al mese di agosto del 2023, quando è scattata la denuncia, ci sarebbe stata una vera e propria escalation di episodi di violenza domestica ai danni della vittima, fino a quando l’imputato, difeso dall’avvocato Paolo Delle Monache, non è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa. 

La 28enne sarebbe stata sottoposta ad atti di violenza psicologica e física. Il marito avrebbe assunto nei suoi confronti un “contegno controllante”, ostacolandone la frequentazione di amici e sottoponendola a domande e rimproveri pesanti nelle poche occasioni in cui la donna fosse tornata da un’uscita.

Una volta avrebbe addirittura impedito alla moglie di rientrare in casa, costringendola a dormire in. giardino, quindi l’avrebbe minacciata e fatta bersaglio di invettive, dandole della “puttana” e urlandole contro che non le avrebbe più fatto vedere il figlio. Il 7 luglio 2023, in particolare, l’avrebbe aggredita e picchiata.

Un’altra volta, invece, avrebbe preso a calci la macchina della moglie, prendendola per il collo e contestualmente minacciandola di morte, mentre la picchiava e la insultava coi soliti epiteti offensivi, davanti a testimoni. La vittima, sporgendo denuncia ai carabinieri, nell’estate di tre anni fa, ha riferito di vivere in una condizione di disagio nel contesto familiare e sociale di riferimento nonché di frustrazione e costante sofferenza psicofísica.

L’imputato, sottoposto a interrogatorio di garanzia davanti al gip il 31 agosto 2023, in seguito all’esito delle indagini dei carabinieri e alla misura cautelare, è finito a processo col giudizio immediato davanti al collegio, che lunedì avrebbe dovuto sentire l’ultima testimone dell’accusa, la quale però non si è presentata all’udienza, per cui ne è stato disposto l’accompagnamento coattivo per ottobre, quando sarà ascoltata anche la versione dell’imputato. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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