Nepi – Ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione il 31enne italiano arrestato lo scorso settembre dai carabinieri di Nepi per avere picchiato la ex moglie.
Violenza – immagine di repertorio
L’imputato. che aveva ottenuto i domiciliari dopo tre giorni in carcere, è stato rimesso in libertà a marzo dopo l’accoglimento della richiesta del rito alternativo da parte del difensore Walter Pella. Rito che prevede lo sconto di un terzo della pena. Ieri è comparso davanti al gip Daniela Rispoli che ha condizionato la pena alla frequentazione di un programma di recupero.
Sette mesi fa il 31enne è finito agli arresti con l’accusa di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei due figli minori della coppia. Lo scorso 7 settembre, dopo avere intimato alla compagna di scendere dall’auto sulla quale si trovavano entrambi per tornarsene a casa a piedi, il 31enne avrebbe afferrato con forza per il collo la vittima, scaraventandola per terra e forza di spintoni e poi colpendola con violenti calci al costato destro e alla schiena.
Non era la prima volta e in precedenza se l’era presa anche con la suocera. Quando la poveretta è riuscita a rialzarsi, l’avrebbe presa a cazzotti in faccia. La donna è finita al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo, con una prognosi di 20 giorni e il 10 settembre l’uomo è stato arrestato. Disposto il giudizio immediato, il difensore Walter Pella ha chiesto al gip Daniele Rispoli l’abbreviato condizionato all’ascolto della parte offesa.
I rapporti nel frattempo si sarebbero appianati con la separazione per cui, accolta la richiesta di revoca della misura cautelare, modificata in divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto, la difesa ha quindi chiesto di procedere col patteggiamento, concordando con la procura una pena di due anni.
In precedenza c’erano stati altri due episodi. Il 15 febbraio 2023 la compagna, una 26enne d’origine cubana, è finita al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana con una prognosi di dieci giorni. In quell’occasione avrebbe preso la moglie per il collo e sferrato un cazzotto alla suocera. A distanza di un anno, il 25 febbraio 2024, avrebbe sferrato un pugno alla moglie e preso per il collo la suocera mentre le urlava “sei una matta, una troia, ti devono rinchiudere in manicomio”.
Se non fosse stata accolta la richiesta di patteggiamento, sarebbe stato processato davanti al collegio col giudizio immediato.
Silvana Cortignani
Il difensore Walter Pella
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

