Viterbo – Ma può una sindaca lamentarsi perché un assessore, nella fattispecie Emanuele Aronne, e i dirigenti sono troppo precisi e rigorosi? Può una sindaca chiedere di dare una “accomodata” a una pratica urbanistica? Una sindaca può chiedere a un assessore di interferire con il lavoro dei dirigenti? Può una sindaca non avere minimamente idea di come funzionano i vari ruoli in una amministrazione? Una sindaca può pensare che uno dei suoi assessori, Aronne, sia il cacacazzi dei cacacazzi e per giunta dirlo chiaro e tondo senza avere un attimo di ripensamento?
Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini
Chi scrive non è un amministratore un politicone come Chiara Frontini e come il “consigliere politico” Fabio Cavini, ma non dimentica che no, proprio no una sindaca non può occuparsi di pratiche urbanistiche per dargli una “addrizzata” o chiedere di dargli una accomodata. Ci mancherebbe, come dovrebbe sapere la capa degli “scappati di casa”, Chiara Frontini, esiste una riforma che impedisce tutto questo. Si chiama riforma Bassanini. Si parla grossomodo degli anni Novanta, andando a memoria, quando la riforma fu approvata.
Insomma la sindaca Chiara Frontini invece di governare la città, che fa? Si occupa e si preoccupa di pratiche urbanistiche. Lo dice con molta chiarezza la sindaca Frontini nell’audio che pubblichiamo di una decina di minuti, senza consapevolezza di dire una bestialità amministrativa. Che semplicemente non è prevista dalla normativa. Per rinfrescarci un attimo ecco cosa prevede la riforma.
La riforma Bassanini ha chiarito la distinzione tra politica e amministrazione anche nelle pratiche quotidiane dei comuni. Un esempio tipico è quello proprio di un cittadino che presenta una richiesta urbanistica, ad esempio per realizzare una veranda o modificare un immobile.
In questi casi, gli organi politici non intervengono nella singola pratica: il loro ruolo si limita a definire le regole generali attraverso piani urbanistici e indirizzi. La gestione concreta spetta invece ai dirigenti e agli uffici tecnici, che esaminano la documentazione, verificano la conformità alle norme e adottano i provvedimenti finali. È quindi la dirigenza a decidere sull’istanza, applicando criteri stabiliti senza interferenze della politica, in linea con il principio secondo cui gli eletti indicano gli obiettivi mentre gli uffici ne curano l’attuazione.
Insomma i politici fissano obiettivi, approvano programmi e priorità, esercitano controllo politico-amministrativo.
I dirigenti adottano gli atti di gestione, dirigono uffici e servizi, sono responsabili dei risultati amministrativi.
Per usare la terminologia tecnica adottata dalla sindaca Frontini, i dirigenti devono essere “cacacazzi”, perché sono loro i responsabili sul piano legale/amministrativo. Non ci pensano proprio e non ci devono pensare agli accomodamenti richiesti da assessori e dalla sindaca.
Una sindaca dovrebbe esortare i propri dirigenti ad essere “cacacazzi”. Sempre per usare la terminologia tecnica tanto cara alla sindaca Frontini.
Sindaca che deve pensare a governare, a delineare le linee strategiche, a disegnare il futuro della città. Lavoro per il quale incassa mensilmente quasi 10mila euro lordi pagati dai cittadini. Incassa diecimila euro lordi non per occuparsi di aggiustare qualche pratica urbanistica, come dice di fare durante la cena dei veleni.
Per tutto questo è preoccupante che l’amministrazione comunale sia in mano alla sindaca Frontini che oltretutto ha come consigliere politico il Cavini che spiega: “Ogni tanto bisogna fa vede’ che se sono contro di noi, si muore anche di fame, perché funziona così”.
Una specie di far west in cui non si fa politica ma si affrontano i nemici per sbaragliarli, azzerarli, affamarli.
Tutto incredibilmente imbarazzante e impensabile se non fosse possibile ascoltare le registrazioni della cena dei veleni in casa Bruzziches. Cena politica che è costata alla sindaca Frontini e al marito/consigliere politico Cavini il rinvio a giudizio per minaccia aggravata.
Ma non è questo l’essenziale, l’essenziale è l’idea di politica che hanno in mente Cavini e la sindaca Frontini. Una idea che mette paura.
Carlo Galeotti
Ecco l’esplicitazione del Chiara Frontini pensiero per quanto riguarda la vita amministrativa
FRONTINI CHIARA – Anche perché paradossalmente noi c’abbiamo di norma, in genere, co’ gli assessori, co’ gli uffici, il problema opposto, cioè che questi so talmente tanto precisi e cacacazzi, che tutte le volte che c’hai una situazione mezza storta che dici: ‘Va be’, cercamo de addrizzarla magari in modo tale che rispettiamo, però non vessiamo poi dopo le persone” …
BRUZZICHES MARCO – Solo sul patrimonio se so’ sbragati…
FRONTINI CHIARA – Non te lo fanno, non te lo fanno, cioè io le …
le mie principali liti co’ Emanuele (Aronne, ndr), per l’appunto, so’ proprio che tutte le volte che t’arriva una pratica urbanistica, che magari c’è da daje un’accomodata, perché poi non è che puoi sta sempre con l’accetta addosso alle persone, no?
CAVINI FABIO – Questo è un problema…
FRONTINI CHIARA – Oh, lui proprio è un…
CAVINI FABIO – ..purtroppo…
FRONTINI CHIARA – …un cacacazzi di quelli che non finisce più…
