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“Protocollo Enel: da 2,2 milioni a 350 mila euro, presentata un’interrogazione consiliare”

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Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – La vicenda del protocollo Enel non è più una questione tecnica. È una responsabilità politica precisa, che riguarda direttamente l’attuale amministrazione. Nel 2021 il comune sottoscrive un protocollo di Intesa con dal valore complessivo fino a 2,2 milioni di euro. Un accordo ampio, legato ai progetti energetici sul territorio, che prevedeva interventi concreti su sviluppo, energia e comunità.

La centrale Enel di Montalto di Castro

La centrale Enel di Montalto di Castro


Nel 2023 è la stessa amministrazione oggi in carica a mettere nero su bianco le criticità di quell’accordo: assenza di un percorso amministrativo strutturato, mancanza di un confronto politico e una gestione delle risorse definita “migliorabile”. A quel punto la scelta era chiara: rimettere tutto in discussione, rinegoziare, ottenere di più.

Questa scelta non è stata fatta. L’amministrazione ha deciso di recepire quel protocollo e di gestirlo. E da quel momento la responsabilità è diventata interamente sua.

Arriviamo così al 2026. Con una nuova deliberazione, viene approvata una proposta di per un importo massimo di 350.000 euro, destinato prevalentemente a interventi di illuminazione architettonica. Il risultato è evidente: da oltre 2 milioni di euro a 350 mila. Non si tratta di una differenza marginale. Si tratta di un ridimensionamento sostanziale.

E ciò che manca, oggi, è una spiegazione politica all’altezza di questo passaggio. Non risulta una rinegoziazione complessiva dell’accordo.
Non risulta un percorso pubblico che giustifichi questa scelta. Non è chiaro quale sia il quadro completo delle risorse utilizzate e di quelle non realizzate. Eppure il punto è semplice.

In un periodo storico in cui famiglie e territorio affrontano difficoltà reali, risorse di questa portata avrebbero rappresentato un’opportunità concreta. Non teorica. Concreta. Per questo la domanda non può essere evitata: perché, partendo da un accordo definito “migliorabile”, l’amministrazione ha prodotto un risultato più limitato?

Non è una questione contro le aziende, che fanno il proprio interesse. È una questione che riguarda il Comune e chi lo guida. Perché il compito della politica è uno solo: difendere e valorizzare al massimo le opportunità per la propria comunità. Su tutto questo è stata presentata un’interrogazione consiliare. Perché quando si passa da oltre 2 milioni di euro a 350 mila, non è solo un dato. È una scelta. E va spiegata.

I consiglieri di opposizione Eleonora Sacconi, Angelo Brizi, Luca Benni


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