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Civitavecchia – (sil.co.) – Ricorre in cassazione contro una condanna per droga poi ci ripensa.
Per questo motivo è stato dichiarato inammissibile dalla suprema corte il ricorso di un 69enne del lago di Bracciano contro la sentenza d’appello con cui, il 7 aprile 2025, è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione per spaccio.
La sentenza impugnata dal 69enne aveva parzialmente riformato quella di primo grado emessa dal gip. del tribunale di Civitavecchia all’esito del giudizio abbreviato.
La corte di appello di Roma ha applicato le circostanze attenuanti generiche con giudizio di equivalenza rispetto alla recidiva, e, per l’effetto, ha ridotto a due anni e quattro mesi di reclusione e 4.400 euro di multa la pena, confermando nel resto la decisione impugnata, che aveva affermato la penale responsabilità dell’imputato.
Come detto, ci ha ripensato. Con atto pervenuto in data 11 dicembre 2025, l’imputato, con dichiarazione raccolta presso la casa circondariale Rebibbia, ha manifestato la sua volontà di rinunciare al ricorso in cassazione.
“Di conseguenza – spiegano gli ermellini – stante l’intervenuta rinuncia, ai sensi dell’art. 591, comma 1, lett. d. del codice procedura penale, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile”.
Dichiarato inammissibile il ricorso, però, il 69enne è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 500 euro in favore della cassa delle ammende.
