Viterbo – (sil.co.) – Fu arrestato dalla squadra mobile nel tardo pomeriggio del 5 ottobre 2024, in pieno centro a Viterbo, mentre cercava di intrufolarsi alla presentazione di un libro del nuovo compagno della donna che aveva minacciato di morte sui social.
Viterbo – Polizia in centro
È così che un cameriere 52enne è finito a processo per stalking davanti al giudice Giovanna Camillo, che ieri ha ascoltato due testimoni citati dal difensore Emanuele Barbacci, tra i quali lo scrittore. Parte civile la donna, una professoressa, assistita dall’avvocato Lara Stefani.
“L’imputato mi aveva minacciato non direttamente ma con dei post che alludevano all’evento, pubblicati su Facebook, che la mia compagna ha segnalato alla questura. La polizia lo ha bloccato mentre tentava di entrare”, ha spiegato il teste, uno scrittore 56enne che vive a Roma, interrogato dalla difesa.
Il 52enne è stato arrestato prima che potesse mettere in atto l’aggressione e da allora è sottoposto al divieto di avvicinamento con il braccialetto elettronico. Ieri l’avvocato Barbacci ha chiesto la revoca, cui ha dato parere favorevole l’accusa mentre la donna ha detto no sentendosi tuttora intimorita. Il giudice si è riservata.
Il 52enne è accusato di atti persecutori nei confronti della donna e di minacce di morte al suo compagno. Nel corso del tempo, l’avrebbe tempestata di messaggi cercando di convincerla a instaurare una relazione sentimentale.
Vedendosi rifiutato avrebbe iniziato a seguire la donna che, nel frattempo, aveva intrapreso una relazione sentimentale con lo scrittore. Lo stalker, venuto a conoscenza della nuova situazione, avrebbe quindi minacciato di morte il nuovo compagno della donna tramite social network.
Per proteggere le due vittime, gli agenti della squadra mobile hanno predisposto un servizio di osservazione per prevenire l’eventuale offesa che l’aggressore aveva preannunciato. Dopo alcune ore, gli operatori hanno notato la presenza del 52enne nelle vicinanze delle due vittime.
Il 52enne – immediatamente fermato e arrestato in flagranza di reato per atti persecutori – sarà interrogato alla prossima udienza.
– Tempesta di messaggi la donna che lo ha rifiutato e minaccia di morte il compagno
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
