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La “Serenata a Gabriella Ferri” commuove palazzo Brugiotti, museo della ceramica sold out

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Viterbo – La “Serenata a Gabriella Ferri” incanta palazzo Brugiotti, museo della ceramica sold out. 

Viterbo - palazzo Brugiotti - I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra

Viterbo – palazzo Brugiotti – I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra


Tra le sale di palazzo Brugiotti, i Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra, hanno riportato in vita la voce e l’anima della regina di Roma. Presente il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti, sostenitore del progetto fin dalle origini, circa venticinque anni fa.

Difficile immaginare cornice più suggestiva. Il Museo della ceramica della Tuscia, ospitato al piano terra del cinquecentesco Palazzo Brugiotti, a due passi dal quartiere medievale di San Pellegrino, è uno di quei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato nel modo migliore possibile. Sette sale che custodiscono secoli di arte e memoria: cocci, maioliche, frammenti di vita quotidiana recuperati dai “butti”, i pozzi di scarico medievali scavati nel tufo, restituiti alla luce e trasformati in bellezza. Uno scrigno, gestito dalla fondazione Carivit, che sabato sera ha aggiunto alla sua storia un capitolo fatto di note jazz e commozione.

Viterbo - palazzo Brugiotti - I Traindeville, trio - Luigi Pasqualetti

Viterbo – palazzo Brugiotti – I Traindeville, trio – Luigi Pasqualetti


Per il quinto appuntamento del Tuscia in Jazz for SLA 2026, il festival ideato e diretto da Italo Leali con cui si raccolgono fondi a favore della ricerca sulla Sclerosi laterale amiotrofica, si è registrato il tutto esaurito. Il progetto in scena si intitolava “Serenata a Gabriella Ferri”, firmato dal gruppo Traindeville. Un trio che ha portato sul palco brani della grande cantante e composizioni inedite, in un omaggio capace di restituire non solo le canzoni, ma il respiro di un’epoca e di una città.

Evento dedicato a Gabriella Ferri, figlia di Testaccio, del selciato e dei vicoli, nata con gli stornelli in bocca e una risata che riempiva qualsiasi palco. Non interpretava le canzoni: le abitava. Ha cambiato un’epoca, anche un modo di fare televisione. Il trucco pesante, il frac, quella voce che prendeva allo stomaco e una capacità unica di essere popolana e grandissima artista allo stesso tempo, senza che l’una cosa escludesse l’altra.

Viterbo - palazzo Brugiotti - I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra

Viterbo – palazzo Brugiotti – I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra


Dietro quella forza sul palco c’era una donna “che ha amato tanto e ha sofferto tanto, e a cui secondo me non è stata portata giustizia”, ha detto Ludovica Valori. Parole semplici, vere, che hanno aperto il concerto come si apre una porta su qualcosa di ancora vivo.

E non è un dettaglio: Gabriella Ferri ha trascorso gli ultimi anni proprio in questa provincia, a Corchiano. Tra le ceramiche medievali di Palazzo Brugiotti, qualcosa di lei è sembrato davvero tornare a casa.

Viterbo - palazzo Brugiotti - I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra

Viterbo – palazzo Brugiotti – I Traindeville, trio – Italo Leali


Il trio ha trascinato il pubblico nella Roma del secondo dopoguerra: le strade di Trastevere e Testaccio, i quartieri popolari, la Roma autentica. E con lei sono tornati anche altri grandi spiriti che in quelle strade vivevano, come Pier Paolo Pasolini, che Gabriella Ferri pare chiamasse affettuosamente “il grugno più bello del mondo”.

A portare il saluto della fondazione Carivit era presente il presidente Luigi Pasqualetti, la cui presenza non è stata solo istituzionale, ma profondamente personale.
“Oggi, dopo tanti anni, ho rivisto Italo e mi sono reso conto che non è cambiato. La malattia, per fortuna, non è riuscita a cambiare il suo forte spirito e il suo infinito entusiasmo”, ha dichiarato.

Viterbo - palazzo Brugiotti - I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra

Viterbo – palazzo Brugiotti – I Traindeville, trio composto da Ludovica Valori alla voce e fisarmonica, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone alla chitarra

Prima del concerto, come sempre, ha preso la parola Italo Leali. Un discorso che non è mai un semplice saluto, ma una dichiarazione di civiltà.
“La fondazione Carivit è stata la prima realtà a credere nel mio sogno di portare un festival jazz nel nostro territorio”, ha ricordato. “Sento il dovere di esprimere la mia profonda gratitudine all’attuale presidente Luigi Pasqualetti per aver convinto, venticinque anni fa, Aldo Perugi a scommettere sul Tuscia in Jazz Festival. Forse, caro Luigi, avevi proprio ragione tu”.

Leali ha ricordato con affetto le visite alla fondazione, non solo di lavoro ma di vera amicizia, e ha lanciato un appello che non lascia spazio all’indifferenza: “Nel mondo ogni anno si consuma un silenzioso genocidio per il quale nessuno sembra indignarsi. Troppe persone scelgono tragicamente il suicidio pur di non affrontare una patologia che attualmente non offre cure”. Una battaglia che il Tuscia in Jazz combatte con l’arma più potente: “la bellezza. Non parlo della perfezione fisica, ma della bellezza dell’arte e di tutto ciò che l’uomo sa creare dal nulla attraverso l’ingegno”.

E in chiusura, con la Pasqua alle porte: “Fidatevi delle mie parole: anche in queste condizioni estreme, la vita è e rimane meravigliosa. Vi auguro di cuore una buona Pasqua”.

Il festival non si ferma. Il prossimo concerto è fissato per il lunedì di Pasquetta a Sutri, con una formula speciale: pranzo e concerto insieme, già sold out per il pranzo. Sul palco del Pasquetta Guitar Meeting, con un omaggio allo swing italiano, gli Anomanouche Gipsy e la special guest Miriana Bigi.

Un appuntamento da non perdere, anche solo per ricordare che, come insegna Italo Leali, la musica è la forma più coraggiosa di speranza.

Patrizia Prosperi


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