Viterbo – (sil.co.) – È stato rinviato al prossimo autunno il processo al cinquantenne viterbese denunciato da due ex, la ex moglie e la ex compagna, che l’uomo avrebbe rispettivamente aggredito il 22 ottobre 2022 e il 30 marzo 2024. Per quest’ultimo episodio è imputato di lesioni personali, violenza privata e sequestro di persona davanti al giudice Ilaria Inghilleri, subentrata di recente al precedente magistrato. Ma l’udienza di ieri è slittata al mese di novembre.
Violenza – immagine di repertorio
La scorsa estate è stato nel frattempo revocato all’imputato, un dipendente pubblico difeso dagli avvocati Gino Salvatori e Marco Valerio Mazzatosta, il divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto elettronico cui era sottoposto da oltre un anno. La ex moglie, per cui è finito a processo per lesioni davanti al giudice di pace, avrebbe invece ricevuto un pugno nel parcheggio di un supermercato.
Alla ex convivente, che avrebbe anche sequestrato in casa, avrebbe invece spezzato un dito di una mano, motivo per cui è a processo davanti al giudice monocratico Ilaria Inghilleri cui è stato affidato il procedimento inizialmente assegnato alla collega Daniela Rispoli, passata nel frattempo all’ufficio gip-gup.
Presunta vittima una 47enne, anche lei di Viterbo, parte civile con l’avvocato Amedeo Centrone. Una curiosità: la misura del braccialetto era stata disposta il 30 aprile 2024 assieme al divieto di avvicinamento alla parte offesa, ma è stata attuata solo il successivo 30 luglio, a distanza di tre mesi, in seguito ai ricorsi della difesa per la revoca. Revoca accordata a distanza di 14 mesi dall’applicazione.
Pesanti le accuse, che vanno dalle lesioni personali alla violenza privata nonché sequestro di persona per avere chiuso a chiave in casa la ex convivente, averla picchiata e anche minacciata di morte se non gli avesse rivelato un nome. La presunta vittima si è affidata a un centro antiviolenza.
L’avvocato Centrone ha prodotto tra le prove di parte civile una copiosa documentazione medica relativa alla vittima, che in seguito allo shock subito per le condotte del suo ex starebbe tuttora frequentando un centro antiviolenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
