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Viterbo – Tuscia in jazz for sla e la Fondazione Carivit festeggiano le nozze d’oro con una serenata a Gabriella Ferri.
Il Tuscia in Jazz for Sla torna a pulsare nel cuore pulsante della sua stessa genesi, scegliendo come palcoscenico d’eccezione il museo della Ceramica della Tuscia, scrigno di arte e memoria gestito dalla Fondazione Carivit.
Non si tratta di una semplice tappa in un cartellone itinerante, ma di un vero e proprio ritorno alle radici per una manifestazione che ha trovato in questo ente il suo primo, lungimirante sostenitore.
Fu l’attuale presidente Luigi Pasqualetti a intuire per primo il potenziale dirompente del progetto, riuscendo a trasmettere quella visione ad Aldo Perugi, figura indimenticabile della Fondazione e della città di Viterbo, la cui sensibilità culturale resta ancora oggi un punto di riferimento.
Da quel primo incontro è fiorito un legame lungo venticinque anni, un quarto di secolo intessuto di stima reciproca e profonda amicizia che ha attraversato le diverse presidenze e ha trovato una sponda operativa fondamentale nella professionalità dei segretari generali, il dottor Crocicchia e il dottor Fulvi. Per l’edizione 2026, la Fondazione Carivit non si limita a vestire i panni del promotore istituzionale, ma apre concretamente le proprie porte ospitando tre appuntamenti di altissimo profilo artistico e civile.
Il sipario di questa stagione si alzerà sabato 4 aprile alle ore 18 proprio tra le sale del museo della Ceramica con il progetto dei Traindeville, intitolato “Serenata a Gabriella Ferri”.
Il duo, composto da Ludovica Valori e Paolo Camerini, propone un viaggio emozionale che trascende il semplice tributo; è un’esplorazione sonora che parte dalle strade di Roma per abbracciare le sonorità balcaniche e klezmer, restituendo l’anima più autentica e tormentata della Ferri. Attraverso arrangiamenti raffinati che mescolano fisarmonica, voce e clarinetto, i Traindeville rileggono il repertorio della “mamma Roma” con un piglio folk-jazz capace di commuovere e trascinare, trasformando ogni brano in un piccolo racconto teatrale.
L’attesa per questo evento è febbrile, tanto che mancano ormai solo una decina di posti per raggiungere il sold out definitivo. Il successo della rassegna è d’altronde confermato dal successivo appuntamento dell’11 aprile, che vedrà l’Angelo Olivieri Trio impegnato in “Re Kind of Blue”, un omaggio visionario al capolavoro di Miles Davis che ha già registrato il tutto esaurito da diversi giorni, a testimonianza di quanto il pubblico viterbese sia affamato di musica di qualità.
Il trittico si concluderà in bellezza il 16 maggio presso l’Auditorium della Fondazione Carivit in via Valle Faul 24, con un evento in esclusiva assoluta per il festival. Sul palco saliranno tre giganti del jazz internazionale: la tromba lirica e potente di Flavio Boltro, il virtuosismo di Leonardo Corradi all’organo Hammond e la batteria creativa di Israel Varela.
Questo “Hammond Trio” rappresenta l’apice della proposta artistica stagionale, fondendo l’esperienza europea con le radici messicane in un dialogo sonoro senza confini. Come da nobile tradizione del Tuscia in Jazz for Sla, anche questo concerto sarà a ingresso libero con la possibilità di effettuare donazioni facoltative interamente devolute alla ricerca contro la Sclerosi laterale amiotrofica.
Data l’esiguità dei posti rimasti e la velocità con cui i precedenti appuntamenti sono andati esauriti, è caldamente consigliato procedere immediatamente alla prenotazione obbligatoria inviando esclusivamente un messaggio WhatsApp al numero 3661289196, per assicurarsi un posto in prima fila in questo connubio inscindibile tra eccellenza musicale e impegno solidale.
Italo Leali

