Civita Castellana – È tornata nella sua tradizionale ritualità la processione del Venerdì santo. I simboli della passione, la statua del Cristo Morto e della Madonna Addolorata sono stati portati in processione lungo le strade della città nel giorno in cui la chiesa ricorda la crocifissione e morte di Gesù.
Alle 20,30, ieri sera, la processione ha preso il via dalla chiesa di San Benedetto. Mentre scendeva la sera il lungo corteo ha attraversato le vie del centro storico, tra cui via Governo Vecchio, via del Forte, piazza Matteotti e corso Bruno Buozzi prima del solenne arrivo da dove era uscita.
Civita Castellana – La processione del Venerdì santo
“C’è una domanda che mi accompagna, la stessa che fece Gesù all’inizio della sua passione, cioè Chi cercate – le parole del vescovo Marco Salvi durante l’omelia – e io la rivolgo a voi, siamo venuti qui con alle spalle tanto problemi, tanti dolori e incomprensioni che non troviamo il bandolo della matassa.
Le parole di Pilato sono profetiche, davanti a noi c’è chi ha assunto su di sé la condizione di pesantezza della nostra vita, ecco l’uomo.
Ci fa trovare sotto questa croce, che era il segno più ignobile per morire perché si moriva piano piano, e siamo a contemplare la sua agonia, dopo aver preso su di sé la passione che abbiamo per la nostra vita”.
E poi: “Quello che accade non è lontano, siamo qui perché la croce diventa il segno di un amore che viene irrorato a ciascuno di noi senza chiederci nulla in cambio, lo fa gratuitamente. È un Dio che offre se stesso perché ciascuno di noi abbia la vita, siamo chiamati ad aprirci a questo amore gratuito”.
Civita Castellana – La processione del Venerdì santo – Il vescovo Marco Salvi
“Con la resurrezione la morte è sconfitta e tutti noi facciamo parte di questa vittoria di Cristo – conclude il vescovo Salvi – e quindi è con gratitudine a lui che siamo qui, per avere la pienezza della vita”.
Giusi De Novara

