Viterbo – “Ero incinta e al seggio mi hanno fatto passare avanti”. Era il 7 aprile 1946, per la prima volta votavano le donne e fra loro c’era Aura Signorelli. A luglio compirà 103 anni e ha portato la sua testimonianza al consiglio comunale straordinario oggi pomeriggio, per l’80esimo anniversario della prima seduta, con elezione a suffragio universale.
Viterbo – Consiglio straordinario 80 anni – Ciorba, Aura SIgnorelli e Frontini
Il 7 aprile il voto e il 24 aprile 1946 l’avvio della consigliatura. Ottant’anni dopo Aura dopo ha svelato per chi ha votato. La Democrazia Cristiana dell’allora sindaco Felice Mignone.
Facendo felice uno degli ex sindaci presenti, fra autorità civili, militari e politiche, uno degli ex primi cittadini, Giuseppe Fioroni: “Votare Democrazia Cristiana è segno che non porta male, anzi. Mi pare questo il miglior augurio”.
Viterbo – Consiglio straordinario 80 anni – A sinistra Pio Marcoccia
Il presidente del consiglio Marco Ciorba ha parlato con Aura: “Una cittadina viterbese – ha ricordato Ciorba – che con un segno della matita ha espresso il suo voto”. Un gesto oggi dato per scontato e quasi un disturbo,vedendo a ogni consultazione l’alto tasso d’astensione, ma 80 fa una conquista per le donne.
Aura Signorelli ricorda molto bene quel giorno. Aveva un bicicletta con cui si spostava, anche non cerano ancora le piste ciclabili.
Fioroni e Arena
Oltre a Fioroni, fra gli ex, Pio Marcoccia. Ha preso la parola, invitato da Ciorba, per un breve saluto: “Non sono mai stato un bravo oratore – ha detto Marcoccia – la mia presenza è il segno dell’importanza di una ricorrenza come questa, per me che non è facile in questo momento muovermi. Vedo che avete un buon ricordo di me e lo mantengo. Non aggiungo altro”.
Fioroni si è anche soffermato sull’altra ricorrenza prossima, gli 80 anni della Repubblica italiana: “Che si fonda sulle autonomie locali, prima linea della democrazia”.
Al centro Meroi e dietro Gabbianelli
Marcello Meroi ha rimarcato l’importanza del confronto e dell’ascolto, sottolineando come la capacità di mediazione sia importante, piuttosto che andare allo scontro pregiudiziale.
Per lui, come per gli altri, doveroso applauso, forse con un po’ di calore in più. Che sia stata un’esortazione, dopo le voci di un suo possibile ritorno?
Giancarlo Gabbianelli ha ricordato consiglieri come Mario Soggiu, Poleggi Manga che hanno interpretato nel modo modo e nel metodo giusto il loro ruolo. Poi Duilio Mainella. A lui si deve l’intitolazione della via da cui si accede al palazzo comunale a Filippo Ascenzi: “Riconoscendo in lui la rivoluzione urbanistica che ha fatto di Viterbo una città moderna”.
A Giulio Marini il compito di sottolineare come essere sindaco non sia rose e fiori. Tra i periodi meno piacevoli, anche i 15 giorni di neve durante la sua consigliatura. Poi un saluto a Marcoccia, che ha di fronte. “Il suo entusiasmo ha permesso a tutti quelli arrivati dopo, di portare risultati importanti per la città”.
Meroi e Frontini
Giovanni Arena ha aperto con il ricordo del padre Salvatore, primo cittadino qualche anno prima di lui, nel 1966. Il saluto a un consigliere e assessore che ha lasciato il segno a palazzo dei Priori e nella memoria di chi lo ha conosciuto, Antonio Fracassini.
“Poi – ha continuato Arena – saluto Antonella Sberna, oggi europarlamentare. Sono fiero di dove è arrivata. È stata fra i miei assessori, la più preparata”. Arena può dirlo, tanto in sala, altri componenti della sua giunta non ci sono. Magari avranno seguito via streaming. Pazienza.
Una seduta segnata da momenti importanti, hanno parlato tutti i capigruppo, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, col capofacchino Luigi Aspromonte ha consegnato a Marco Ciorba in dono, una targa per celebrare gli 80 anni, mentre la seduta si è aperta con l’inno di Mameli suonato dalla banda musicale Musichiamo.
Nei banchi della giunta, rappresentanti del consiglio dei giovani che hanno letto tutti nomi dei 40 consiglieri dell’epoca.
Aura Signorelli in bicicletta in una foto dell’epoca
Fra gli ospiti, Fabio Ludovisi, figlio di Vincenzo, consigliere anziano 80 anni fa. Ne è passato di tempo e molte cose sono cambiate da allora. “Il servizio civile – ricorda Ludovisi – ha improntato lo spirito di chi ha iniziato questo percorso democratico dei consigli comunali. Il sindaco Felice Mignone nel 1946 quando andava a Roma per motivi istituzionali si portava il panino”. Oggi non funziona esattamente così. Un bene, ma fino a un certo punto.
Al presidente Marco Ciorba il compito di tornare indietro, a quando si formò il consiglio, in un momento drammatico: “Viterbo era straziata dalla guerra, case e monumenti distrutti dai bombardamenti. Una città di macerie e polvere, senza dimenticare il pesante sacrificio di vite umane, mille”. Nonostante tutto, la voglia di ricominciare.
Al centro Giancarlo Gabbianelli
“Nel 1946 è ripartita la Macchina di Santa Rosa – ricorda Ciorba – da piazza Fontana Grande, un sigillo del popolo di Viterbo, la volontà di tornare alla vita”.
Mentre la sindaca Chiara Frontini ha sottolineato il significato profondo di quella consultazione elettorale, la partecipazione delle donne alla vita civile, il diritto al voto, contribuendo al destino della città. “Dedico a quelle donne – ha sottolineato Frontini – la ricorrenza, a madri, figlie, sorelle. Semplicemente donne, per troppo tempo rimaste nell’ombra”.
Poi il saluto a chiunque abbia indossato la fascia di sindaco prima di lei: “Rispetto istituzionale per la responsabilità sulle spalle di ciascuno di loro per i momenti che a volte si passano, di profonda solitudine”. Si commuove nel pronunciare queste parole.
Il prefetto Sergio Pomponio è felice di ricoprire l’incarico in questo contesto: “Ricordando un momento fondativo della città e della provincia. Il consiglio comunale è simbolo di una città, della democrazia, della cultura di un paese, è partecipazione democratica e luogo del confronto, che prescinde da sesso, razza e lingua”.
Don Luigi Fabbri per il vescovo impossibilitato a partecipare, si sofferma sul difficile momento che stiamo attraversando a livello internazionale: “La memoria di questi 80 anni ci aiuti a superare questo momento storico. Partendo da questa amata città, in cui il presidente dei facchini Mecarini mi consentirà di dirlo, semo tutti d’un sentimento”.
Giuseppe Ferlicca
Il primo consiglio consiglio comunale eletto a suffragio universale
1. Ludovisi Vincenzo
2. Cionfi Mario
3. Petroselli Carlo
4. Rossetti Orlando
5. Francesini Maria
6. Lomonaco Michele
7. Minciotti Luisa
8. Gatti Siro
9. Fanti Corrado
10. Petroselli Giuseppe
11. Bonanni Francesco Maria
12. Mignone Felice
13. Riccioni Orombello
14. Conti Vincenzo
15. Contucci Irnerio
16. Mainella Duilio
17. Massetti Giulio
18. De Nichilo Giuseppe
19. Pacifici Leonello
20. Ricci Fausto
21. Corigliano Mario
22. Spolverini Carlo
23. Felicetti Edoardo
24. Capoccioni Nazzareno 25. Minelli Giuseppe
26. Morvidi Leto
27. Signorelli Mario
28. Mezzetti Riccardo
29. Mearilli Luigi
30. Narduzzi Pietro
31. Sopranzi Natalina
32. Villani Idillio
33. Zucchi Gino
34. Costantini Alberto
35. Giorgi Nazzareno
36. Anselmi Maria Teresa
37. Carlini Angelo
38. Carlini Alfonso
39. Perugi Giulio
40. Rossetti Felice
– Laura Allegrini: “Mi dimetto da consigliera comunale”









