Graffignano – Riceviamo e pubblichiamo – Otto anni di attività tecniche e amministrative, indagini ambientali avviate tra il 2018 e il 2020 e completate nel 2025 da Sogesid – la società di ingegneria dello stato – quattro enti coinvolti nella conferenza dei servizi e un obiettivo Pnrr da conseguire entro il 30 giugno 2026: la riqualificazione del 70% delle superfici del sito.
Sono questi i numeri del nuovo avanzamento nel procedimento di bonifica del sito orfano del Pascolaro, nel comune di Graffignano.
L’intervento di rimozione dei rifiuti, già in corso da aprile scorso, consentirà di eliminare la sorgente primaria della contaminazione, riducendo il rischio ambientale e rafforzando la tutela di un territorio caratterizzato da una significativa vocazione naturalistica anche per la vicinanza al Fiume Tevere.
Graffignano – Apertura del cantiere per la bonifica del sito orfano Pascolaro
Con la determinazione n. 309 del 6 maggio 2026, il comune di Graffignano ha infatti concluso positivamente la conferenza dei servizi approvando il modello concettuale definitivo del sito (Mcds) e l’analisi di rischio (AdR) sito specifica sulla base delle risultanze delle attività di caratterizzazione condotte a partire dal 2018.
Il Mcds e la AdR, presentate da Sogesid sono stati realizzati in collaborazione con Trireme, start up de La Sapienza e dell’Irsa-Cnr guidata dal professor Petrangeli Papini dell’Università La Sapienza di Roma, con il contributo del Prof. Verginelli dell’Università di Roma Tor Vergata. Il provvedimento è stato adottato con il parere favorevole unanime di Arpa Lazio, Regione Lazio e Provincia di Viterbo.
L’approvazione del modello concettuale e dell’analisi di rischio sito specifica rappresenta un passaggio decisivo per il prosieguo della bonifica, perché consente di definire con precisione le sorgenti della contaminazione, i percorsi di diffusione degli inquinanti e le matrici ambientali coinvolte, contribuendo anche al raggiungimento dei target fissati dal piano nazionale di ripresa e resilienza per la riqualificazione dei siti orfani finanziati con fondi europei.
Le attività svolte hanno inoltre permesso di ricostruire con precisione la “mappa” della contaminazione, individuando la presenza di rifiuti speciali interrati abusivamente e i relativi effetti su suolo e acque sotterranee.
Sogesid
