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Buoi e cavalli maremmani, la processione del Santissimo Salvatore per le vie del centro storico

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Viterbo – Buoi e cavalli maremmani, storia tradizione e devozione: la processione del Santissimo Salvatore colora il centro storico.

Oggi pomeriggio, nel centro storico di Viterbo, la tradizionale festa del Santissimo Salvatore. Un appuntamento che ogni anno richiama centinaia di viterbesi, turisti e curiosi.

La festa del Santissimo Salvatore per le vie del centro storico

La festa del Santissimo Salvatore per le vie del centro storico


A essere portata in processione la copia dell’icona del Santissimo Salvatore.

Lo storico Feliciano Bussi ha lasciato scritta la storia di questa miracolosa immagine.

Due bifolchi, nel marzo 1283, aravano un campo in località Bagni. Ma dovettero interrompere il lavoro perché i buoi si fermarono, e non volevano saperne di procedere. Anzi si inginocchiarono. Scavando, gli aratori rinvennero una cassa di pietra al cui interno fu trovata una bellissima immagine del Salvatore, un trittico in cuoio su tavola di scuola romana in stile bizantino, probabilmente degli inizi del sec. XIII, presumibilmente copia dell’immagine del Salvatore custodita in Laterano.

Da secoli la celebrazione, legata a una delle devozioni più radicate nella comunità di Viterbo, ha il suo cuore pulsante nella chiesa di Santa Maria Nuova.

Proprio in questa chiesa fu portato il trittico in processione nel 1283, dove il Comune custodiva i propri atti. A Santa Maria Nuova era anche la sede dell’Arte dei Bifolchi, una delle più importanti del tempo.

Oggi il momento più bello della festa la processione partita da Santa Maria Nuova, alla presenza delle autorità civili e religiose, animata dalla musica della banda Musichiamo, dal corteo del Santissimo Salvatore con le sue ventiquattro arti e accompagnata da momenti di raccoglimento e preghiera.

Protagonisti assoluti i cavalli Saura, Toscanella e Verbena del maneggio La casaccia di Trippanera. E gli splendidi buoi maremmani Tiburzi e Fioravanti dell’azienda agrigola Badia Vecchia di Castiglione della Pescaia.

Un lungo corteo, scandito da canti liturgici e dalla partecipazione commossa dei presenti, ha attraversato le vie storiche, tra balconi addobbati con drappi e un’atmosfera di festa. Ad accogliere la processione a piazza del Comune la sindaca Chiara Frontini. “Questa è una tradizione antichissima – ha detto Frontini – che rinsalda il legame profondo tra la diocesi e la città. È bello vedere tanta partecipazione, di viterbesi e turisti”.

A Santa Maria nuova invece ad accogliere la professione e il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza. “Questa bellissima manifestazione – ha detto Piazza – la dedichiamo quest’anno alla pace e anche alla concordia, concordia che deve animare la vita della città. Dobbiamo vivere in pace e concordia per vivere sereni nella nostra comunità. È bellissimo vedere la partecipazione dei bambini. Sono un segno di fiducia e speranza, di futuro”.

Prima di chiudere l’iniziativa con la benedizione solenne, il vescovo Piazza si è soffermato sui buoi maremmani. “Che belli che sono – ha detto Piazza – sopportano i pesi con grande pazienza. Impariamo da loro la pazienza!”. Un ringraziamento del vescovo Piazza anche a don Mario Brizi, per il lavoro fatto nella parrocchia prima di lasciare il testimone al nuovo parroco. “Il passaggio del testimone deve avvenire a mani unite – ha detto Piazza-“.

Un messaggio alla comunità da parte del vescovo tutto incentrato sull’unità, a chiudere un pomeriggio di festa, all’insegna di valori condivisi.

A garantire la buona riuscita della manifestazione la polizia di stato, la polizia locale e l’arma dei carabinieri.

Un’occasione quella della festa del Santissimo Salvatore per riscoprire le radici culturali e cristiane della comunità.

Una festa rilanciata diversi anni fa da don Mario Brizi, che da qualche mese ha lasciato il testimone al neo parroco don Nicola Migliaccio.

Una festa che è molto, molto più di una festa religiosa. È un’occasione per tenere unita la comunità di questa parte del centro storico.

Un appuntamento che lega diverse generazioni che sfilano rinnovando un rito e un senso di appartenenza secolare.

Irene Temperini


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