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Civita Castellana – (sil.co.) – Chiederà di essere risarcito in sede civile dai tre imputati, il carabiniere vittima di stalking, reato estinto per prescrizione in sede penale, ovvero senza condanne né assoluzioni, il che non gli impedisce, in quanto parte civile, di procedere per i danni subiti.
Il militare, parte civile con l’avvocato Walter Pella, sarebbe stato perseguitato a tal punto da essere costretto a chiedere il trasferimento presso un altro comando.
I fatti sarebbero avvenuti tra il 17 marzo 2015 e il 5 marzo 2018, quando prestava servizio presso la stazione dei carabinieri di un comune del comprensorio di Civita Castellana.
Nei guai sono finiti in tre, tutti della zona, ovvero un 60enne considerato lo stalker principale e i due presunti “complici”degli atti persecutori, ovvero un 58enne e un 66enne, difesi dagli avvocati Fausto Barili e Mario Orsini. Il processo si è chiuso ieri per prescrizione davanti al giudice Jacopo Rocchi.
Il 60enne, in particolare, oltre a distinguersi nelle minacce alla persona offesa, avrebbe anche fatto di tutto per metterlo in cattiva luce coi superiori, sporgendo anche diverse querele che sono state archiviate, ma che avrebbero potuto nuocere alla carriera del carabiniere.
– Carabiniere vittima di stalking, in un filmato insulti e minacce…
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
