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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Mi presento sono Rita Vasta, pensionata ex dipendente della Corte dei conti domiciliata per motivi personali a Grotte Santo Stefano, frazione di Viterbo.
Questa mattina su Rai 1 hanno parlato della task force messa in campo da diversi comuni italiani per poter fare le carte d’identità digitali entro il 3 agosto 2026.
Proprio ieri mi sono trovata in una realtà surreale che si vive a Grotte Santo Stefano, frazione di Viterbo, dove l’ufficio dell’anagrafe è aperto solo due volte a settimana di pomeriggio per tre ore con un solo operatore in lavoro straordinario.
Ufficio che copre anche le frazioni di Montecalvello, Vallebona, Roccalvecce, Sant’Angelo e Fastello. L’operatore arriva alle 15 e distribuisce 12 numeri scritti a mano.
Quindi per accaparrarsi un numero gli utenti si mettono in fila dalle 12,30 fuori del comune esposti alle intemperie (considerando persone anziani e disabili).
Inoltre giorni come ieri alle 15 30 (il 18 maggio, ndr) l’operatore ha comunicato che il sistema era bloccato e che si poteva andare a casa.
Per quanto sopra esposto non pensate che questo episodio equivale ad un’ interruzione di pubblico servizio? E che il lavoro straordinario è un danno all’erario e all’immagine del comune di Viterbo che ne esce danneggiato.
Questo è quanto riportato nel sito del comune: “A Grotte Santo Stefano (frazione del comune di Viterbo), puoi richiedere la nuova carta d’identità elettronica (Cie) recandoti direttamente all’ufficio anagrafico decentrato. Non è più necessaria la prenotazione tramite app: il servizio è attivo direttamente allo sportello. Comune di Viterbo.
Dove e quando andare
Ubicazione: Sede della ex Circoscrizione a Grotte Santo Stefano. Giorni e orari di apertura: lunedì e mercoledì, dalle 15 alle 18”.
Rita Vasta
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