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Centauro morto sulla Cassia Nord: “L’autista del pullman non ha colpa”

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Luca Misantoni

Luca Misantoni


Viterbo – È ripreso, davanti al giudice Jacopo Rocchi, il processo all’autista di bus accusato di omicidio stradale perché avrebbe investito e ucciso per una mancata precedenza un centauro sulla Cassia Nord. In aula i consulenti del pm e della difesa che hanno indagato sulla dinamica, gli ingegneri Gianluca Penta e Sergio Demetrio Franchino. Per il primo ci fu concorso di colpa. Per il secondo l’imputato non ha colpe. 


Viterbo - Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto

Viterbo – Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto


Lo schianto è avvenuto sulla Cassia Nord, all’altezza del chilometro 88+200, attorno alle 17,30 di sabato 6 maggio 2023, quando ha perso la vita sul colpo il 50enne falisco Luca Misantoni, detto Boccia, che era alla guida della sua moto Ducati. L’autobus del Cotral guidato dall’imputato, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati, stava entrando sulla statale.

Dopo un motoraduno a Roma, la vittima stava tornando a casa, a Montefiascone, quando la sua Ducati rossa si è scontrata con il pullman. Secondo la difesa, il motociclista, all’altezza dell’Oasi, stava effettuando il sorpasso di una Jeep bianca. Non è nota la velocità del centauro, ma solo che ha effettuato un tentativo di frenata lungo 41 metri, in un tratto in cui il limite era di 60 chilometri orari.


Viterbo - Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto

Viterbo – Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto


L’autobus usciva dall’area Cotral sulla Cassia, mentre il centauro veniva da Viterbo. La parte anteriore del bus era sulla corsia di marcia della moto, presa sul lato destro.

L’accusa. Secondo Gianluca Penta, per la procura, c’è stato concorso di colpa, perché l’autista, dopo avere guardato prima a sinistra e poi a destra, dove doveva andare, ha iniziato la manovra senza guardare nuovamente a sinistra. Il centauro avrebbe viaggiato a una velocità di 100 chilometri orari, a fronte di un limite di 60, ma per il consulente dell’accusa se ne sarebbe accorto.

La difesa. Secondo Sergio Franchino, che come il collega ha visionato il video delle telecamere interne al bus, l’imputato ha invece effettuato correttamente la manovra e comunque, anche avesse guardato nuovamente a sinistra non avrebbe avuto il tempo di percepire la motocicletta in arrivo. “Il centauro aveva tutta la visione”, ha sottolineato il consulente della difesa. 


Viterbo - Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto

Viterbo – Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, un morto


Una questione di secondi. Un testimone, che era seduto sul sedile passeggero, a bordo di una vettura proveniente da Montefiascone che si è fermata per dare la precedenza al bus, ha visto il pullman in manovra di immissione, ma non ha visto arrivare la moto dall’opposto senso di marcia, nonostante fosse sul lato destro. 

Bus multato dai vigili. All’arrivo della polizia locale di Viterbo, intervenuta col 118,  la salma del poveretto era a terra senza vita, per cui fu subito chiusa la strada in entrambi i sensi di marcia, furono sequestrati i veicoli, identificati e sentiti due testimoni, acquisiti i filmati delle telecamere dell’Oasi e di quelle interne al pullman. Il bus fu sanzionato per la mancata precedenza. 

Al termine dell’udienza, il giudice ha revocato i restanti testimoni e rinviato il processo al prossimo autunno per discussione e sentenza. 


Multimedia: Fotocronaca: Mortale sulla Cassia nord – Video: Scontro autobus-moto sulla Cassia nord, muore centauro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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