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Coppia usurata durante il Covid, ancora in sospeso cinque imputati

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Viterbo – (sil.co.) – Coppia di imprenditori vittime degli strozzini, cinque imputati ancora in sospeso. È slittato al prossimo autunno il processo al 46enne  accusato di usura in concorso per il quale si procede in solitaria. L’udienza del 21 aprile davanti al collegio è stata rinviata per incompatibilità della presidente Savina Poli, giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’inchiesta scaturita dalla denuncia delle presunte vittime. Non si è ancora concluso, nel frattempo, il processo ai quattro imputati del filone principale. 


Tribunale di Viterbo - Un'aula

Tribunale di Viterbo – Un’aula


È  il processo bis scaturito dalle indagini che il 26 aprile 2021 sono sfociate in tre denunce a piede libero e cinque arresti da parte dei carabinieri. 

In manette finirono un tatuatore e la moglie, M.B. e M.B., di 47 e 48 anni, un 53enne di Castel Giorgio, C.C. e un albanese di 34 anni, A.L., residente a Terni. Uno dei cinque imputati iniziali, fratello del tatuatore, ha patteggiato una pena definitiva di un anno e otto mesi.

I tre indagati a piede libero per tentata estorsione e estorsione aggravata in concorso sono stati rinviati a giudizio davanti al collegio. Due nel frattempo sono usciti di scena ricorrendo a riti alternativi. Si tratta di un altro fratello del tatuatore e di un trentenne albanese, a sua volta cugino dell’albanese imputato nell’altro processo. Si procede invece in solitaria e col rito ordinario per M.C., 46 anni, originario di Ronciglione, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati. 

L’inchiesta del pm Michele Adragna nella primavera del 2021 ha smantellato – come si ricorderà – una presunta banda di otto pericolosi strozzini – cinque arrestati il 26 aprile 2021 e tre indagati a piede libero – arrivati a minacciare un ristoratore viterbese:”Facciamo stuprare tua figlia e la facciamo finire sulla sedia a rotelle”.

“Ti bruciamo il locale”, è una delle minacce rivolte al ristoratore viterbese dal terzetto di strozzini indagati a piede libero, che avrebbero avuto il compito di convincerlo a pagare.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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