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Bruxelles – Dalla connettività al diritto a restare. Sberna interviene di fronte ai rappresentanti dei territori provenienti da tutta Europa.
Giornate di impegno e dibattito al servizio dei territori oggi al Parlamento europeo. Infatti, si è tenuta il 6 maggio 2026 la prima giornata di lavori della 171ma sessione plenaria del comitato europeo delle regioni. Un momento importante perché riunisce a Bruxelles i principali rappresentanti dei territori europei.
Per l’occasione è pertanto intervenuta Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr, relativamente alla presentazione del Connecting Europe Facility (CEF) per il periodo 2028-2034, ovvero il principale strumento strategico dell’Unione europea con oltre 80 miliardi di euro destinati a trasporti ed energia, di cui è stata relatrice del parere della commissione Sviluppo regione (REGI) dell’Eurocamera.
“Un’opera ha valore europeo anche quando risolve un problema territoriale che blocca una rete europea. Per questo abbiamo lavorato su nodi urbani, collegamenti di ultimo miglio, porti e retroporti, terminali intermodali, tratte nazionali decisive per sbloccare corridoi europei, collegamenti ferroviari e stradali che eliminano strozzature reali.
Abbiamo poi insistito sul ruolo delle autorità locali e regionali. Perché chi amministra un territorio conosce ciò che da Bruxelles rischia di non vedersi.
Anche sull’energia abbiamo provato a tenere insieme ambizione e concretezza. Servono interconnessioni, reti più solide, sicurezza degli approvvigionamenti, superamento dell’isolamento energetico e attenzione ai costi”, ha dichiarato Sberna nel suo discorso, rivolgendosi alla Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni, e Juraj Droba, Governatore della Regione di Bratislava e relatore del CEF per il Comitato delle Regioni.
Inoltre, Sberna ha seguito i lavori dell’evento di alto livello sul ‘Diritto a Restare’, promosso dal Vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto e con la presenza di Enrico Letta e del ministro per gli Affari europei Foti. “Diritto a restare significa costruire un’Europa che dia a ogni comunità la possibilità di crescere, senza costringere nessuno a lasciare la propria terra per costruire il proprio futuro. Giovani, famiglie, lavoro, connettività e servizi sono i pilastri su cui fondare politiche europee capaci di rafforzare la coesione territoriale e garantire pari opportunità in tutte le regioni dell’Unione europea”, ha commentato Sberna a margine dell’evento.
