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Dà del tendone da circo alla moglie e picchia la figlia, militare alla sbarra

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Viterbo –  (sil.co.) – Il padre, siccome la moglie era sovrappeso, le dava del tendone da circo.  “I figli non volevano più saperne di frequentarlo, in particolare la figlia maggiore che pur di non stare con lui una volta è scappata di casa”. A dirlo un testimone sessantenne, amico di famiglia, che nell’estate del 2021 ha soggiornato per tre mesi a casa della nonna materna a Roma, dove la ex di un militare imputato di maltrattamenti aggravati in famiglia si era rifugiata assieme ai tre figli, due maschi e una femmina. 


Violenza - immagine di repertorio

Violenza – immagine di repertorio


A proposito della figlia, quando aveva 13 anni, per dei banali capricci sotto Natale, l’avrebbe picchiata appena operata di appendicite, facendole riaprire la ferita, che è stata di nuovo suturata.

È ripreso ieri il processo al marito che avrebbe costretto la moglie a operarsi contro l’obesità: “Io non volevo, stavo bene a quel modo, mi piacevo di più. Ma mi ha obbligata. Quando mi vestivo, mi diceva ‘ti manca solo di mettere il tendone da circo’. Dopo l’intervento, mi diceva ‘fai schifo, non vedi che ti cade tutt0′”.

Era il 2o18 e la coppia è finita nel peggiore dei modi. All’udienza dello scorso 20 ottobre si è scoperto che oltre alla moglie, avrebbe riempito di botte pure la figlia, tuttora sotto shock e che non vuole più saperne del padre. E avrebbe dato del “mezzo frocio” a uno dei maschi.

Imputato un militare dell’esercito cinquantenne, che se la sarebbe presa, oltre che con la moglie, anche col secondogenito e la femmina, che quando aveva sedici anni avrebbe minacciato di chiamare l’ambulanza psichiatrica e poi trascinato in ospedale solo perché, come spesso accadeva, non voleva saperne di stare con lui.

 Attualmente i due figli maschi vivono con la madre, mentre la femmina si è fatta una vita sua e di recente è anche diventata mamma. “Mio padre? Non lo vedo da anni”, ha detto sette mesi fa in aula. 

La ragazza, che aveva accompagnato la madre in tribunale, è stata infatti sentita subito, anche se la sua testimonianza non era prevista, per verificare a caldo se la mamma e la zia avessero detto il vero, riguardo agli episodi di violenza del padre nei suoi confronti. Due in particolare, puntualmente confermati, davanti al pm Michele Adragna, titolare del fascicolo, che al termine dell’udienza, su sollecitazione dello stesso presidente Jacopo Rocchi, ha ampliato il capo d’imputazione, contestando all’imputato violenze domestiche ai danni dei familiari non più solo dal 2018, ma dal 2005.

A giugni sarà sentito l’ultimo teste dell’accusa e l’imputato potrà, se vorrà, fornire al collegio la sua versione dei fatti. 


– Costringe a operarsi la moglie sovrappeso dicendole: “Ti manca solo il tendone da circo”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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