Roma – (sil.co.) – Nuova condanna, a sette anni di carcere per violenza sessuale aggravata, per il “netturbino stupratore” Ubaldo Manuali. È il 62enne che intercettava le vittime su Facebook, le drogava, violentava, fotografava e filmava, condividendo i video con gli amici.
Tribunale di Viterbo – Ubaldo Manuali
L’ulteriore condanna a setta anni gli è stata inflitta il 30 marzo dal tribunale di Roma per una violenza sessuale commessa con le stesse modalità delle tre vittime del processo di Viterbo per cui è stata confermata a dicembre dalla corte d’appello la condanna a 9 anni e 10 mesi di reclusione del primo grado.
Alla vittima, una sessantenne romana, gli investigatori sono arrivati perché hanno trovato le immagini nel cellulare all’esito del sequestro. La sua posizione non era stata riunita alle altre in quanto trattasi di fatti del 2018 per i quali il pm in fase di indagine non ha ritenuto esservi continuazione.
Su banco degli imputati ancora una volta Ubaldo Manuali, netturbino prestato al cinema di Fiano Romano, “sosia di Keanu Reeves”, in carcere per qualche giorno e poi agli arresti domiciliari dal settembre 2023 con l’accusa di violenza sessuale plurima su tre donne conosciute su Facebook, rese incoscienti somministrando loro sonniferi nelle bevande, due delle quali filmate col telefonino condividendo i video con due amici.
È stato grazie a una cinquantenne di Mazzano Romano narcotizzata, violentata e fotografata di nascosto dal suo aguzzino che con la sua denuncia, il 16 gennaio 2023, sono scattate le indagini.
Meno di un mese prima, il 10 dicembre 2022, pochi giorni prima di Natale, Manuali aveva filmato una delle prime tre vittime identificate dagli investigatori, una cinquantenne di Alatri, in provincia di Frosinone. Terza vittima, in realtà la prima, una donna di Capranica, anche lei informata dai poliziotti che sul cellulare dell’imputato hanno rinvenuto un video girato mentre era incosciente. Era il 25 settembre 2022. È il motivo per cui le indagini della procura di Tivoli sono passate a Viterbo, dove si è anche celebrato il primo processo.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”
