Civita Castellana – Un programma “concreto ma aperto”, costruito dal basso e fondato sulla partecipazione. Così Francesco Romito, candidato sindaco per Rifondazione comunista e Sangallo in movimento, ha presentato il suo progetto politico nel corso dell’incontro pubblico di lunedì sera.
Il candidato sindaco Francesco Romiti
“Questa sera siamo qua per presentare il programma”, ha esordito Romito, sottolineando come la proposta non sia “un documento calato dall’alto”, ma “il risultato di un percorso collettivo che negli ultimi due anni ha coinvolto tante persone”. Un lavoro che, ha spiegato, punta a essere” il più possibile concreto”, affrontando “a 360 gradi” le criticità del territorio.
Nel suo intervento, il candidato ha tracciato un quadro critico della situazione cittadina, parlando di “un periodo di degrado che riguarda la politica in generale “, ma evitando attacchi personali: “Non mi interessa fare nomi, ma è evidente che certe dinamiche non hanno funzionato. A colpire – ha detto -, è soprattutto lo stato del centro storico. Troppi locali chiusi, troppe case in vendita: è diventato una sorta di ombra di se stesso”.
Da qui la necessità di “una spinta forte, ma collettiva”, perché “non esiste l’uomo solo al comando con la bacchetta magica”. Il cuore della proposta è infatti la partecipazione: “Un’esperienza in cui tutti contano uno a uno, senza capi né stanze chiuse dove qualcuno decide per gli altri”.
Romito ha ricordato anche le mobilitazioni popolari del passato, sottolineando come “i fatti dimostrano che alcune scelte non hanno dato i risultati sperati”. Per questo, ha aggiunto, “serve un investimento condiviso per far rivivere il centro, valorizzandone bellezze e monumenti”, citando come esempio la gestione della fontana cittadina, oggi “penalizzata dal traffico”.
Civita Castellana – L’incontro tenuto dal candidato sindaco Francesco Romito
Il programma, ha ribadito, resta “aperto”, arricchito nel tempo dai contributi di cittadini e realtà locali su temi come lavoro, ambiente, servizi sociali e sanità. “Abbiamo dovuto depositare una versione per motivi burocratici, ma non è esaustiva: nei prossimi giorni presenteremo un documento più chiaro e accessibile”.
Tra i punti qualificanti, anche un forte richiamo ai temi internazionali: “Il primo indicatore per noi è la pace, la lotta contro la guerra”, ha affermato, collegando i conflitti globali alle ricadute locali, dal caro energia alle difficoltà economiche. “Non possiamo far finta che ciò che accade nel mondo non ci riguardi”.
Infine, un appello alla partecipazione attiva: “Questa è solo una tappa. Il progetto andrà avanti comunque, con chi ha voglia di impegnarsi e combattere il menefreghismo”. E ha concluso: “La chiave è tutta qui: tornare a fare politica insieme”.
Giusi De Novara

