Roma – Questa sera a “Belve Crime” Francesca Fagnani intervista Soter Mulè. È l’ingegnere romano residente a Nepi condannato a tre anni per un gioco erotico finito in tragedia, la notte tra il 9 e il 10 settembre 2011, quando una 24enne perse la vita durante una sessione di bondage, in un seminterrato in via Settebagni.
Soter Mulé a Belve Crime
Una storia che sconvolse l’Italia e che oggi, per la prima volta dopo anni di silenzio, sarà al centro dell’intervista di Francesca Fagnani a Soter Mulè, oggi 58enne, condannato in via definitiva per omicidio colposo per la morte di Paola Caputo, una studentessa pugliese. Tre anni in appello, nel 2015, mentre nel 2013 era stato condannato a quattro anni e otto mesi in primo grado.
“Attorno al collo di Paola – ammette Mulè – c’erano delle corde, non tese, stringenti. non ho potuto fare nulla. non avevo ne’ le forbici, ne’ il coltello. e quello bisogna avercelo a portata di mano. Vivo nel senso di colpa di non averla salvata. Ho pensato più volte al suicidio in questi anni, l’ultima due mesi fa”.
Sono passati 25 anni da quando Mulè, Paola e un’altra ragazza, che finì in ospedale ma non sporse querela per lesioni, decisero di provare “una pratica più complessa del bondage”, con i corpi delle ragazze sospesi da terra e “le corde intorno al collo, cosa che non si fa mai perché è troppo pericolosa”, ricorda la giornalista.
Soter Mulé
Nel colloquio c’è anche il racconto dettagliato dell’intera serata. Dalla scelta del luogo, quel garage dell’agenzia delle entrate a Roma dove lavorava una delle due ragazze, scelto perché “c’era quel tipo di architettura, di colori, di luci che ci stava bene per quella sera” racconta Mulè.
L’appuntamento con l’ultima puntata della stagione di Belve Crime è in prima serata su Rai 2 e on demand su RaiPlay.

